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Rete MoVI Frosinone, Di Castro: “Il volontariato cambia, ma resta il cuore della comunità”

Rete MoVI Frosinone, Di Castro: “Il volontariato cambia, ma resta il cuore della comunità” Sette associazioni, decine di attività durante l’anno e una sfida comune: far crescere la cultura del volontariato. A raccontare il lavoro della rete MoVI Frosinone è la presidente Tina Di Castro, esperta di consulenza pedagogica, familiare, giuridica e scolastica, da anni impegnata nell’orientamento e nella formazione. “Il nostro obiettivo – spiega Di Castro – è costruire comunità. Le associazioni che fanno parte della rete hanno identità e competenze diverse, ma tutte condividono la stessa passione: mettere le proprie energie al servizio degli altri”. A far parte della rete MoVI Frosinone ci sono realtà radicate e molto attive come Emozionauti, che porta la clown-terapia negli ospedali, propone laboratori teatrali e struttura percorsi di educazione emozionale; Alatri Viva, impegnata nella promozione culturale con attività in collaborazione con le scuole; l’Anffas ETS, che gestisce tre centri diurni per persone con disabilità e promuove inclusione sociale; e altre associazioni che animano il territorio con laboratori artistici, come quelli di mosaico. Nonostante l’impegno diffuso, resta forte la difficoltà nel reperire nuovi volontari. “Il volontariato oggi non è più quello di una volta – osserva Di Castro –. Non tutti possono garantire un impegno continuativo, ma anche poche ore possono fare la differenza. È da questa consapevolezza che è nato il nostro community hub, uno spazio che permette ai giovani di dedicare tempo al volontariato in maniera flessibile, sperimentando nuove forme di cittadinanza attiva”. Una parte importante delle attività della rete è svolta in collaborazione con le scuole. Durante l’anno vengono organizzate giornate dedicate al volontariato e laboratori tematici, occasioni concrete per coinvolgere gli studenti e sensibilizzare i più giovani al valore della solidarietà. Tra i progetti più significativi c’è stata la mostra “Gli altri siamo noi”, che ha visto la partecipazione di centinaia di ragazzi del territorio: un percorso espositivo volto a far riflettere sui temi del pregiudizio, degli stereotipi e della discriminazione. Attraverso pannelli interattivi, giochi e attività partecipative, gli studenti erano stimolati a interrogarsi sul significato di “altro” e sull’importanza di riconoscere la ricchezza che nasce dalle differenze. Clown-terapia, educazione emozionale, laboratori di mosaico, inclusione delle persone con disabilità, mostre e giornate nelle scuole: le attività della rete MoVI Frosinone raccontano un volontariato che evolve, ma che resta fondamento della comunità. “Il messaggio che vogliamo trasmettere – conclude Di Castro – è il valore del fare insieme. Un invito quotidiano a coltivare empatia, responsabilità e cura reciproca. Per costruire reti e connessioni solide nei territori è fondamentale superare l’individualismo della singola associazione. Dobbiamo evolvere e capire che insieme si può, si deve, ed è indispensabile. Non per diventare surrogati di servizi spesso carenti, ma per ricostruire l’identità di persone che scelgono di impegnarsi per il bene comune”.

Nessuno può essere felice se non lo sono anche gli altri

  Nella sede romana del Parlamento Europeo Maurizio Marrale, presidente MoVI Lazio, ha parlato di Europa con molti giovani: "Ho portato il saluto del MoVI e del Presidente Gianluca Cantisani, ringraziando dell’invito Salvatore Fiaschi. Quale tipo di Europa amano i volontari è chiaro: una Europa della libertà, della solidarietà, dell’integrazione, dell’inclusione, della cultura e della creatività. Di fronte ai governi che si danno come unica politica comune quella del riarmo c’è per noi molto lavoro da fare. Dobbiamo lavorare con i volontari italiani ed europei per gli Stati Uniti d’Europa, per la realizzazione della Difesa Popolare Nonviolenta, per una Europa dei diritti e della felicità. E’ stato importante ricordare che David Sassoli, durante la pandemia, da Presidente del Parlamento Europeo aprì le porte dei palazzi del Parlamento alle persone che vivevano per strada, sottolineando così il grande valore della solidarietà. C’è bisogno dei volontari e soprattutto dei giovani per cambiare le cose, con un impegno collettivo straordinario perché “è impossibile essere felici se non lo sono anche gli altri!” (Giorgio Gaber)"    

MoVi Varese : una rete flessibile e inclusiva per il volontariato del presente e del futuro

Nel cuore di Varese batte da trent’anni un’esperienza di collaborazione unica: è la rete MoVi territoriale, conosciuta anche come Coordinamento Volontariato Varese  (CVV), una realtà che raccoglie oltre trenta associazioni impegnate quotidianamente in ambito sociale, sanitario e culturale. Realtà che operano insieme grazie a un approccio flessibile e aperto per un volontariato che privilegia la collaborazione tra realtà di diversa natura. “La rete MoVi Varese  è stata fondata tre decenni fa, - spiega Marco Petino, presidente della rete - in questo tempo ha attraversato le trasformazioni che hanno coinvolto il mondo del volontariato, evolvendosi con i tempi. Se un tempo il volontario era una figura stabile, ‘per la vita’, oggi si assiste sempre più a un impegno spesso legato a obiettivi specifici. Questa è una trasformazione che MoVi affronta con consapevolezza, cercando di accompagnare le nuove generazioni verso una cittadinanza attiva.” Ambiti diversi, una missione comune - Le associazioni che compongono la rete MoVi di Varese  operano in tre grandi settori: sociale, sanitario e assistenziale. Le loro attività sono molto diversificate: c’è chi si occupa di assistenza diretta alle persone fragili, chi promuove la cultura e il coinvolgimento dei giovani, e chi offre supporto socio-sanitario sul territorio. Questa varietà ha permesso nel tempo la formazione di veri e propri “cluster” operativi. Da un lato, il volontariato culturale e giovanile, che promuove iniziative educative nelle scuole e attività rivolte a bambini con minori opportunità. Dall’altro, il volontariato socio-assistenziale, che include realtà come Cittadinanza Attiva, AVO, Croce Rossa Italiana, ASPI, Vo.C.E. e molte altre, impegnate in servizi di assistenza diretta, interventi sanitari e supporto sociale. Una caratteristica distintiva di questa rete è anche la condivisione degli spazi fisici, che favorisce una naturale contaminazione tra esperienze diverse e la nascita di eventi comuni su temi condivisi. Giovani e scuole: un ponte verso il futuro - Tra le iniziative più efficaci promosse dalla rete MoVi di Varese  spicca il progetto di sensibilizzazione nelle scuole superiori. Da anni, le associazioni entrano direttamente nelle aule per raccontare agli studenti cosa significa fare volontariato, presentare le proprie attività e testimoniare il valore dell’impegno civile. È un’occasione preziosa per intercettare nuove energie e costruire una generazione di cittadini consapevoli e partecipi. Trent’anni di impegno: si festeggia a novembre - Il 2025 rappresenta un anno speciale per questa rete territoriale: si celebrano infatti i 30 anni del del MoVi Varese . Per l’occasione, l’ultima settimana di novembre sarà dedicata a una serie di eventi e incontri aperti alla cittadinanza. Si rifletterà, insieme a esperti, sul passato, presente e futuro del volontariato, analizzando anche le nuove sfide normative che impongono oggi una gestione più complessa e strutturata delle associazioni. Non mancheranno momenti di svago e partecipativi, pensati per far conoscere ai cittadini il volto concreto del volontariato locale. Come da tradizione, anche nel corso dell’anno MoVi Varese  continuerà a promuovere iniziative collettive che nascono dalla collaborazione spontanea tra le associazioni della rete. La rete MoVi di Varese  è un laboratorio vivo di solidarietà, condivisione e impegno civile, che continua a crescere insieme alla sua città.

Guerra Gaza, MoVI subito tregua per stop a tragedia umanitaria

La Conferenza Nazionale del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) esprime la profonda indignazione e il dolore dell’intero mondo del volontariato per la drammatica situazione in cui versa la popolazione di Gaza. Ogni giorno si contano nuove vittime innocenti, mentre ostacoli inaccettabili impediscono l’arrivo degli aiuti umanitari necessari a salvare vite umane. E invoca una tregua per la popolazione stremata. Questa situazione rappresenta una grave violazione del diritto internazionale umanitario e delle Convenzioni di Ginevra, come più volte denunciato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) e da UNRWA, che ha recentemente lanciato l’allarme su una crisi senza precedenti, aggravata dal blocco degli aiuti e dalla distruzione delle infrastrutture civili essenziali. Il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha più volte invocato un immediato cessate il fuoco umanitario e l’accesso sicuro, rapido e senza ostacoli degli aiuti a Gaza, ribadendo che “la sofferenza della popolazione civile è inaccettabile e deve finire ora”. Il MoVI chiede con urgenza al Governo italiano e al Parlamento di adottare tutte le misure necessarie per contribuire a porre fine a questa tragedia e per ripristinare condizioni minime di vita dignitosa per l’intera popolazione di Gaza, in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tra cui la Risoluzione 2720 (2023), che chiede un accesso umanitario pieno, sicuro e senza ostacoli. Chiediamo inoltre che l’Italia si impegni con forza e determinazione a promuovere una soluzione politica che consenta la convivenza pacifica tra due popoli e due Stati, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali, come indicato dalla Risoluzione ONU 2334 (2016) e dai principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.

MoVI, annunciata nuova missione in Ucraina con oltre 100 volontari dall’1 al 5 ottobre 2025

Si è conclusa domenica 29 giugno, la Conferenza nazionale del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano), che ha riunito a Roma oltre 200 partecipanti e 120 associazioni provenienti da tutta Italia. Un momento di confronto e progettazione per immaginare il futuro del volontariato, alla luce delle sfide sociali e culturali del presente. Negli ultimi tre anni, il MoVI ha registrato una crescita significativa: sono nate 12 nuove reti territoriali e più di 100 associazioni hanno aderito al Movimento, portando a oltre 470 il numero totale delle realtà attive in tutta la Penisola. Un dato che testimonia la vitalità del volontariato italiano e l’efficacia di un modello fondato sull’azione di prossimità. Durante la conferenza è stata annunciata la prossima missione internazionale del Movimento: dal 1 al 5 ottobre 2025, oltre 100 volontari partiranno per l’Ucraina, nell’ambito del Giubileo della Speranza, promosso dal MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta), a cui il MoVI ha aderito. Un impegno straordinario, che coinvolge oltre 100 operatori volontari in una missione di così grande portata, un’azione rara che sottolinea l’unicità della mobilitazione del MoVI, in grado di radunare un numero così elevato di persone per una causa di solidarietà internazionale. Il MoVI è attivo in Ucraina sin dall’inizio del conflitto: la prima missione risale all’estate del 2022. Con questa nuova iniziativa, il Movimento rilancia la propria presenza in un contesto ancora segnato dalla guerra, promuovendo un’azione collettiva e simbolica di vicinanza al popolo ucraino. «Essere presenti in un territorio di guerra non solo come operatori umanitari, ma come cittadini solidali – spiegano dal MoVI – significa rompere l’indifferenza e offrire un gesto concreto di prossimità esistenziale. Un modo per influenzare positivamente il vissuto quotidiano e il benessere delle comunità locali, dimostrando che la solidarietà può e deve superare i confini».   Per chi interessato a prendere partecipare può trovare maggiori informazioni sul sito del MEAN: https://projectmean.it/

MoVI, la conferenza con 120 associazioni per costruire il volontariato di domani

Una tre giorni di incontri, dibattiti ed elaborazioni progettuali per costruire le azioni di solidarietà dei prossimi anni con centoventi associazioni da tutta Italia e 200 persone partecipanti. È questa la missione della Conferenza triennale del MoVI (Movimento di volontariato italiano) che si è tenuta a Frascati presso il Centro Giovanni XXIII dal 27 al 29 giugno. Triennio 2022/2025 – Nel corso degli ultimi tre anni il MoVI è cresciuto in maniera rilevante, dimostrando la validità di un approccio al volontariato fondato sulla prossimità dell’azione di solidarietà. Sono nate 12 nuove reti territoriali e oltre 100 associazioni sono entrate a far parte del movimento in tutta Italia, portando il totale delle realtà di volontariato aderenti ad oltre 470. “Il triennio che si conclude con questa conferenza – evidenzia Gianluca Cantisani, presidente nazionale MoVI – è stato un periodo di grande importanza per il movimento, che conferma e rilancia il nostro modo di fare volontariato, muovendoci dal basso e trasversali a diversi approcci e aree di impegno dei cittadini. Si è rafforzata inoltre anche la funzione di supporto che la parte centrale svolge per le reti territoriali e le realtà aderenti: oltre all’organizzazione e la gestione del servizio civile, garantiamo il  supporto legale, amministrativo e gestionale, comprensivo dell’accordo con il Consorzio assicurativo etico solidale di inizio 2025 con il quale garantiamo la copertura assicurativa a tutti i volontari MoVI”. Valori – La conferenza triennale rappresenta il momento principale nel quale il movimento riflette sui principi che guidano l’azione di solidarietà e per il cambiamento sociale che si trova alla base dell’attività quotidiana delle associazioni. E sulle sfide con le quali, a causa del difficile contesto sociale italiano, si è obbligati a confrontarsi. Per costruire una visione comune è stato elaborato un documento di base che verrà discusso nel corso della conferenza e nell’anno di preparazione alla assemblea nazionale. Questo documento si fonda sui principi di felicità e uguaglianza per tutti e definisce i diritti fondamentali che vanno garantiti alle persone e che devono diventare gli obiettivi di ogni azione di solidarietà: diritto alla vita e alla salute, diritto a vivere in pace, diritto all’educazione, diritto alla cittadinanza, diritto a vivere in territori accoglienti e relazionali, diritto alla libertà di espressione e diritto all’accesso all’innovazione. Diritti oggi sotto attacco per l’emergenza climatica, le guerre, le diseguaglianze che crescono, la democrazia che viene svuotata e che il volontariato può affermare e difendere a partire proprio dai territori che possono essere avamposti democratici dove tenere viva la nostra bella Costituzione. Ospiti - Accanto al confronto su questi valori guida, sono previsti incontri sui temi della pace, della comunità come espressione collettiva, della responsabilità europea e della sostenibilità ambientale con la presenza di Mercedes Mas (Attivista Casapace Milano), Marianella Sclavi (Attivista e Portavoce Mean – Movimento di azione non-violenta), Silvia Nanni (Pedagogista Università L’Aquila), Pier Virgilio Dastoli (Presidente italiano del Movimento Europeo) e Sara Segantin (Attività e co-fondatrice Fridays for Future). Obiettivi – “Il volontariato – ricorda Cantisani – mette in pratica sui territori i principi a cui si ispira. Ha un impatto quantitativo perché agisce concretamente e risolve problemi ma, mentre lo fa e applica i valori a cui si ispira, sperimenta già il futuro ed apre la strada alle istituzioni perché quei problemi siano presi in carico e risolti per sempre. Il volontariato non deve essere “il barelliere della storia” facendosi carico delle mancanze strutturali delle istituzioni ma deve, al contrario, essere lo strumento che la comunità ha per stare accanto alle persone, non lasciarle sole, stare al passo dei bisogni nuovi e trovare le soluzioni che le istituzioni possono acquisire per tenere i servizi al passo della comunità. A livello di movimento vogliamo nei prossimi tre anni ampliare ancora la nostra rete, di aggiungere la nostra presenza in nuovi territori, dove sono in crescita gruppi promotori: ci aspettiamo una crescita di dieci reti e duecento nuove associazioni. Più importante ancora è aumentare la capacità di interconnessioni delle realtà appartenenti. Già ora il movimento sostiene le associazioni, già ora c’è uno scambio continuo di conoscenze e modalità operative. Su questo tuttavia crediamo che bisogna fare di più. L’obiettivo è arrivare a creare sempre più progetti di portata nazionale, come ad esempio lo è “Scuole Aperte partecipate”, dove le singole reti territoriali agiscono insieme la missione della rete per cambiare il proprio territorio su un tema scelto. Abbiamo l’obiettivo di attivare quattro-cinque progetti sui temi del welfare comunitario e delle case di comunità, dei beni comuni e della democrazia partecipativa, del cambiamento degli stili di vita, della giustizia, della pace e dell’ambiente, dell’economia solidale.  Stiamo inoltre avviando un percorso di riflessione e valutazione dell’impatto della riforma del terzo settore sul mondo del volontariato, in collaborazione con alcune università e con le nostre reti in tutte le regioni d’Italia: un altro banco di prova per far sentire la voce del MoVI e contribuire dopo dieci anni a migliorare la legge”.

MoVI Andria – La rete territoriale di persone per le persone

Un punto di riferimento per la comunità, una rete che ogni giorno si fa carico delle fragilità sociali del territorio. È questo il ruolo che la rete MoVI - Movimento di Volontariato Italiano di Andria svolge da anni attraverso un’azione diffusa e radicata nel territorio sociale. Composta da 13 realtà associative – di cui 5 Organizzazioni di Volontariato e 8 Associazioni di Promozione Sociale – la rete si distingue per la varietà dei suoi interventi, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione: minori, persone con disabilità e anziani. Tra le attività più significative: doposcuola per bambini, sensibilizzazione all’affidamento familiare, percorsi di autonomia e sport per minori disabili, iniziative culturali e ludiche, momenti di socializzazione per la terza età e azioni di cittadinanza attiva come la cura dei beni comuni. L’intero operato della rete si fonda su un’idea chiara: promuovere il volontariato come motore di coesione e partecipazione. MoVI Andria è presente in modo attivo anche durante le principali giornate tematiche – come la Giornata Internazionale del Volontariato (5 dicembre), o quelle dedicate alla disabilità, ai nonni e all’infanzia – e si avvale del prezioso contributo dei volontari del Servizio Civile, che ogni anno affiancano le associazioni nella realizzazione delle attività. A livello nazionale, la rete andreise partecipa anche al progetto “Scuole Aperte”, promosso dal Movimento di Volontariato Nazionale, volto a trasformare le scuole in centri civici aperti oltre l’orario scolastico. Un’iniziativa pensata per contrastare la povertà educativa, sostenere le famiglie e creare nuovi spazi di aggregazione per i giovani e la comunità. Il valore di questa rete si amplifica se inserito nel più ampio contesto socio-economico della città di Andria. Negli ultimi anni, la città ha vissuto una fase di espansione edilizia e trasformazione urbana. Il ceto medio, prevalentemente impiegato nel settore terziario, rappresenta la fascia economicamente più stabile, ma si registra una progressiva riduzione delle attività tradizionali, con conseguente perdita di alcuni presìdi sociali storici. Una provincia dove ma non mancano aree con significative criticità sociali, in cui sono più evidenti situazioni di disagio economico, povertà educativa e isolamento. In questo quadro, l’impatto della rete MoVI di Andria si rivela fondamentale: agendo come connettorre tra istituzioni, famiglie e cittadini, il volontariato organizzato riesce non solo a fornire risposte concrete, ma anche a ricostruire legami di fiducia e solidarietà là dove il tessuto sociale rischia di indebolirsi. Con il suo lavoro quotidiano, MoVI Andria dimostra che fare rete è il modo più efficace per affrontare le sfide sociali del presente. E che la partecipazione civica non è solo un valore da promuovere, ma una necessità collettiva per costruire una città più giusta, inclusiva e coesa.

Nel cuore della Sicilia, uno sguardo sull’altro – Rete MoVI Caltanissetta

La Rete MoVI di Caltanissetta, la realtà del Movimento di Volontariato Italiano nel territorio nisseno, compie quest’anno 10 anni. Presieduta da Filippo Maritato, la Rete, che conta oltre 40 associazioni, gestisce la Casa delle Culture del Volontariato, un’immobile comunale in comodato d’uso molto ampio che conta spazi interni di 1000 mq e una grande zona esterna della medesima grandezza.  Territorio - Capace di coinvolgere centinaia di persone impegnate nella cittadinanza partecipativa -  dal socio-assistenziale al sanitario, dal culturale all’ambientale, dal ricreativo fino alle forme di attivismo legate ai diritti personali e sociali - la Rete MoVI della città nissena si cala totalmente nel proprio contesto provinciale: consapevole del tessuto culturale e sociale, coinvolge per oltre il 50% delle proprie attività migranti e seconde generazioni. Attraverso i protocolli di intesa con diverse istituzioni, quali l’amministrazione comunale, gli istituti penitenziari per adulti e minori e il Centro Sanitario Territoriale, il MoVI di Caltanissetta offre la disponibilità delle associazioni facenti parte della Rete per integrare al meglio l’offerta e il supporto alla cittadinanza. Socialità - Tra queste attività, ha grande rilevanza e impatto sociale il progetto - portato avanti da cinque anni - di accompagnamento e reinserimento sociale di persone affidate alla Casa delle Culture e del Volontariato dal tribunale nell’ambito del programma di messa alla prova. Si tratta di persone condannate per reati legati a droghe, alcol, violenza o violazioni del codice della strada, come il ritiro della patente. La gestione è completamente diretta e personalizzata. Attraverso un programma strutturato, vengono valorizzate le capacità e la presenza attiva di queste persone all'interno della casa, coinvolgendole nella vita comunitaria e nelle attività quotidiane. Parallelamente, viene offerto supporto terapeutico anche a minori, con interventi mirati. A sostegno di questo progetto c’è un’équipe composta da 15 psicologi, appartenenti alle associazioni facenti parte delle Rete, che si occupano dell'accoglienza, dell’ascolto e dell’accompagnamento psico-sociale degli utenti, garantendo un servizio continuo e qualificato. Famiglie  - La Rete MoVI nissena, in accordo con l’amministrazione comunale, ha inoltre attivato, all'interno della struttura, 12 sportelli dedicati all'Assegno di Inclusione con l’obiettivo di offrire un supporto concreto alle famiglie in difficoltà. Gli sportelli si occupano della presa in carico dei nuclei familiari bisognosi, facilitando il collegamento con associazioni del territorio capaci di rispondere alle diverse esigenze emerse. La Casa delle Culture e del Volontariato interviene direttamente nella valutazione delle situazioni familiari e, nel momento in cui emergono problematiche specifiche, fornisce contatti e accesso a una rete di sostegno formata da realtà associative locali. Tra le iniziative più rilevanti spicca il Banco Alimentare, che attualmente assiste circa 200 famiglie, equamente divise tra migranti e cittadini italiani. L’integrazione è il filo conduttore di tutte le attività promosse dalla Rete nissena Un esempio concreto è rappresentato dall’apertura di 25 nuovi negozi nel centro storico di Caltanissetta, realizzata grazie a percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Ascolto - La Casa delle Culture e del Volontariato è alle porte della città, in una zona periferica ma raggiungibile con i mezzi pubblici, questo luogo rappresenta della rete di solidarietà del Movi Caltanissetta. Ma grazie alla collaborazione con i Centri Servizi, la Croce Rossa e Federconsumatori, è stato possibile aprire uno sportello d’ascolto e supporto nel centro cittadino, avvicinando così l’assistenza a chi ne ha più bisogno: questo sportello è in centro città ed è facilmente raggiungibile per chiunque. Riconoscendo il grande valore territoriale della Rete, un ulteriore gesto di generosità è arrivato da una comunità religiosa, che gli ha donato  anche una casa situata in una delle zone più svantaggiate della città. Non si tratta di un luogo qualunque: è la dimora storica dove nacque il Beato Angelo Colipani. Oggi quegli spazi sono stati trasformati in un centro di accoglienza per minori, dove si svolgono attività di doposcuola e supporto socio-educativo. Durante tutto l’anno, in questa struttura vengono raccolti giocattoli - nuovi, usati o da riparare - destinati a regalare un sorriso ai più piccoli. In occasione del Natale, un’iniziativa particolarmente toccante coinvolge le persone private di libertà dell’istituto penitenziario cittadino: grazie al contatto diretto con le associazioni della Rete, comunicano l’età dei propri figli e ricevono giocattoli da consegnare durante i colloqui, creando così un momento di affetto e vicinanza familiare. Ma la solidarietà non si ferma qui. Per l’Epifania, i volontari organizzano una distribuzione speciale: grandi pacchi trasparenti, colmi di giochi, vengono caricati su auto d’epoca messe a disposizione da un’associazione di veicoli storici associata alla Rete, per un tour nei quartieri più poveri della città. Un gesto simbolico ma concreto, che unisce tradizione, comunità e spirito natalizio. A dimostrazione della forza di questa rete solidale, l’unione tra le associazioni di volontariato e quelle sportive, in un’unione che contribuisce a sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche locali e sostenendo attivamente le iniziative del territorio. Multiculturalità - Tra gli ultimi progetti attuati dal MoVI Caltanissetta, ci racconta il Presidente Filippo Maritato, c’è il progetto Pronto mediatore. In molti comuni italiani la figura del mediatore culturale è ancora assente, soprattutto nei contesti più delicati come sanità, scuola e uffici pubblici. Per colmare questa lacuna, la Rete nissena da anni mette a disposizione, tramite la sua attività di volontariato, mediatori formati a disposizione per settori meno visibili ma fondamentali, come gli uffici anagrafe, la polizia municipale o la comunicazione di eventi luttuosi. Particolare attenzione è rivolta anche al sistema carcerario. Nel carcere locale, dove è presente un'alta percentuale di detenuti migranti, un mediatore culturale delle associazioni in rete entra regolarmente ogni settimana con il ruolo di ascoltare, interpretare i bisogni e cercare soluzioni concrete. “È un punto di riferimento per molti detenuti che spesso non riescono nemmeno a spiegare le proprie necessità”, racconta Maritato. Il nodo, come spesso accade, è economico: molti Comuni non hanno le risorse per assumere mediatori. Da qui nasce l’iniziativa Pronto Mediatore, un progetto del MoVI Caltanissetta che mette a disposizione tramite i propri volontari una linea telefonica attiva tutti i giorni. In caso di necessità, si valuta l’invio immediato di un mediatore oppure si prova a risolvere il problema a distanza, garantendo comunque una risposta entro 24 ore. Il progetto ha ormai preso piede in tutta la provincia. Si tratta di 20 mediatori culturali di varie lingue: progetto che vuole dare la possibilità di sostegno economico. Con un budget messo a disposizione dal comune totalmente dedicato al rimborso di chi fa il servizio. che permette un rimborso spese di 20 euro all’ora lordi. Questo impatta meno sulle casse del comune e fornisce un servizio. Guadagnare con un prezzo equo.  Scuola - Come detto, MoVI nisseno è coinvolto stabilmente nelle attività istituzionali, in questa ottica, negli anni, anche il rapporto con il mondo scolastico si è consolidato, affrontando una delle sfide più complesse: l'integrazione. Nelle scuole la Casa delle Culture e del Volontariato porta storie di riscatto e testimonianze di vita concreta. Dietro ogni storia, un messaggio forte: l’integrazione è possibile, concreta, e passa anche dal coinvolgimento nelle associazioni. “Molti dei ragazzi che conoscono le nostre attività attraverso questi incontri scolastici si interessano alle associazioni della nostra Rete e rimangono attivi nel volontariato anche dopo aver completato i percorsi – spiega Maritato – perché scoprono un mondo nuovo, imparano competenze e si sentono parte di una comunità”.