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“Goal in Rete”: cinque reti nazionali alleate per educare alla pace e sostenere le comunità locali

Il MoVI guida un partenariato nazionale per rafforzare i gruppi territoriali e promuovere comunità educanti, solidali e competenti

    Il MoVI – Movimento di Volontariato Italiano è capofila di “Goal in Rete”, un progetto di respiro nazionale che riunisce cinque reti storiche del volontariato popolare (MoVI, CIPSI, ACMOS–I Care, AICAT e CILAP), insieme ad associazioni e realtà territoriali impegnate nella costruzione di comunità solidali. L’obiettivo centrale del progetto è attivare un’organizzazione condivisa fra le reti per rafforzare la capacità di sostenere l’azione dei gruppi locali, nella prospettiva dello sviluppo locale sostenibile e della promozione di comunità educanti, generative e competenti. Il progetto è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’Avviso pubblico 2/2023. Un Paese in movimento: la mappatura delle iniziative per la pace - Nelle ultime settimane, le attività educative sulla pace e sui diritti umani hanno vissuto un forte impulso in tutta Italia. Un primo “esperimento” di mappatura promosso da Goal in Rete ha raccolto e reso visibili decine di iniziative spontanee, confermando la volontà di scuole, associazioni e cittadini di costruire un futuro fondato sulla nonviolenza, sul dialogo e sulla giustizia sociale. L’iniziativa, diffusa tramite un passaparola capillare, ha coinvolto oltre trenta associazioni, quaranta città, decine di scuole e centinaia di classi. A Milano, per esempio, l’Istituto Comprensivo Italo Calvino ha dato vita al progetto “Colori di pace”, in cui dieci classi hanno sperimentato giochi di ruolo sulla gestione dei conflitti e laboratori dedicati al linguaggio del corpo. A Reggio Calabria, invece, il MoVI accompagna da tempo un istituto superiore in percorsi formativi su cittadinanza attiva e diritti. Molto significativo anche il contributo del Movimento di Cooperazione Educativa, che ha animato un movimento ampio e inatteso con la realizzazione delle “Lettere di pace”: centinaia di scuole in 38 province hanno coinvolto bambini e ragazzi nella scrittura di messaggi indirizzati ai capi di Stato e all’ONU. Parallelamente, la storica Carovana dei Pacifici, nata dalla Casa delle Arti e del Gioco di Mario Lodi, continua a rinnovarsi grazie alla creatività di scuole, biblioteche e associazioni; tra le iniziative più recenti spicca “Sole sui frutti di pace” in Bosnia Erzegovina. Non sono mancati i collegamenti con i territori colpiti dalle guerre: il MoVI e il MEAN hanno infatti portato una missione di solidarietà in Ucraina con la partecipazione di 110 volontari, mentre l’ONG Vento di Terra continua il proprio impegno verso Gaza. Anche la dimensione della giustizia climatica si intreccia con questo quadro: la Ong CeVI, di Udine, ha partecipato alla Cupola dei Popoli — in parallelo alla conferenza ONU sul clima — promuovendo attività sulla sostenibilità e sulla demilitarizzazione in venti istituti scolastici della provincia. La redazione di Comune, insieme alla web radio People Help the People di Palermo, ha raccolto e raccontato molte di queste esperienze attraverso una serie di podcast diffusi oggi, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani. Un modello di partenariato per comunità più forti - “Goal in Rete” rappresenta un nuovo modo di lavorare insieme tra reti nazionali e realtà territoriali. Al progetto partecipano infatti, oltre alle cinque reti promotrici, partner operativi quali ACMOS APS, Oghogo Meye ODV, AICAT ODV, MoVI FVG ODV, MoVI Lazio ODV, CEVI ODV, PHP APS, Casa dei Diritti Sociali ODV, MoVI Reggio Calabria ODV, APS Prato in Fiera e Persone Comuni APS. Collaborano inoltre CIPSI, CILAP, VIM, CNELP e GMA. Il progetto promuove la condivisione di percorsi di studio e formazione che mettono al centro la generatività, la partecipazione e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con l’intento di rafforzare capacità, strumenti e visione delle realtà che quotidianamente animano i territori. Verso una rete nazionale stabile e generativa - Con Goal in Rete, le organizzazioni coinvolte intendono consolidare un modello nazionale di cooperazione, capace di sostenere in modo continuativo i gruppi territoriali, valorizzare le loro buone pratiche e alimentare un ecosistema sociale ed educativo più forte, coeso e orientato al futuro.

Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane

A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI, Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti si rivolgono con un appello al Parlamento, al presidente della Repubblica, al ministero della Giustizia e ai magistrati di sorveglianza.

Il 6 febbraio 2026, a Roma, assemblea pubblica sullo stato delle carceri italiane

A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI, ⁠Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti lanciano un appello – intitolato “Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane” – in cui chiedono un provvedimento di clemenza che riduca il numero dei detenuti nelle carceri italiane.

La condizione negli istituti penitenziari italiani è drammatica. Si contano circa 63.500 detenuti stipati nei 46.500 posti effettivamente disponibili. Nel 2025 ci sono già stati 74 suicidi di persone detenute (oltre a due suicidi di agenti di polizia penitenziaria e due di operatori sociali) e 47 decessi le cui cause sono ancora da accertare. Nel 2024 i Tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 5.800 istanze per condizione di detenzione disumana e degradante, contraria all'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani sulla proibizione della tortura. Il carcere si è chiuso drammaticamente all’esterno, i detenuti trascorrono in celle inabitabili quasi l’intera giornata e la comunità esterna è disincentivata a collaborare. Una situazione che crea uno stato di frustrazione e burnout anche nelle persone che lavorano all’interno del contesto penitenziario.

Per queste ragioni i promotori dell’appello si rivolgono al Parlamento perché approvi un provvedimento di clemenza che permetta la riduzione immediata del numero dei reclusi, al presidente della Repubblica perché eserciti una consistente concessione di grazie come alcuni dei suoi predecessori, ai magistrati di sorveglianza affinché concedano per questo Natale tutti i giorni di permesso premio disponibili ai detenuti che già ne godono. Inoltre, si invita il ministero della Giustizia a umanizzare, come sancito dalla Costituzione e dalle convenzioni per i diritti dell’uomo, e modernizzare l’esecuzione della pena, e ad aprire il più possibile il carcere al mondo del volontariato, alle associazioni, alle cooperative, agli enti locali, alle scuole, alle università.

L’iniziativa viene presentata anche in vista del Giubileo dei detenuti che si svolgerà dal 12 al 14 dicembre del 2025 In Vaticano. Le parole usate da papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo 2025 sono chiare: “Propongo ai Governi che nell’Anno del Giubileo si assumano iniziative che restituiscano speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società; percorsi di reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi”. Un’esortazione a cui, ad oggi, non è stato dato alcun seguito concreto.

I promotori dell’appello danno, poi, appuntamento a tutti coloro – associazioni di volontariato, enti del terzo settore, operatori, volontari, cittadini, organizzazioni della società civile – che ritengono che da questa drammatica situazione si debba uscire una volta per tutte, e che sono disponibili a dare un loro contributo, a partecipare all’assemblea pubblica che si svolgerà il 6 febbraio 2026 a Roma.

"La crisi delle carceri italiane - ricorda il presidente del MoVI, Gianluca Cantisani - non è un’emergenza interna al sistema penitenziario: è una questione sociale che riguarda tutti. La clemenza è uno strumento concreto per restituire dignità a persone oggi private non solo della libertà, ma spesso anche di condizioni di vita accettabili. Con la nostra esperienza nel mondo del volontariato lo abbiano notato spesso: dove la comunità entra in contatto con le persone, si riduce l'isolamento e aumentano le possibilità reali di cambiamento. Uomini tra gli uomini. Il Giubileo dei detenuti è l'occasione per avviare una riforma delle condizioni nelle carceri italiane. Ogni essere umano ha il diritto di essere rispettato, compreso e aiutato nella reimmissione sociale. Umanizzare la pena significa rafforzare la giustizia sociale.

Dieci anni di Scuole Aperte e Partecipate: il MoVI lancia il Decalogo per l’Orizzonte 2030

Al termine della Conferenza Nazionale del MoVI, le realtà italiane che hanno preso parte al progetto firmano il manifesto che guiderà la trasformazione delle scuole in spazi di bene comune.

Si è conclusa ieri a Roma la Conferenza Nazionale organizzata dal MoVI – Movimento di Volontariato Italiano per celebrare e discutere i dieci anni del progetto “Scuole aperte e Partecipate”. Un appuntamento che ha riunito le diverse realtà nazionali che nel corso degli anni hanno dato vita, in oltre quindici città italiane, a una rete di scuole che si aprono al territorio, restituendo alla comunità spazi vivi di cittadinanza, partecipazione e inclusione. Nato nel 2015 dall’esperienza dell’Associazione Genitori Scuola Di Donato di Roma, il progetto ha via via trasformato gli edifici scolastici in luoghi di socialità, educazione e cura condivisa. Le Scuole aperte e partecipate sono sorte per rispondere a un bisogno semplice e profondo: fare della scuola un bene comune. In un tempo segnato da disuguaglianze educative e solitudini sociali, l’apertura oltre l’orario scolastico ha restituito alle scuole il loro ruolo originario di presidi civici e culturali, capaci di costruire legami, prevenire marginalità e generare comunità. Il progetto ha messo in rete scuole, famiglie, enti locali e associazioni, dando vita a una comunità educante nazionale. Attraverso patti educativi, co-progettazioni e reti territoriali, le Scuole aperte e partecipate hanno dimostrato che l’educazione non è un servizio da erogare, ma un processo da vivere insieme. Dopo dieci anni di sperimentazione e di pratiche condivise, il MoVI rilancia la sfida per l’Orizzonte 2030: trasformare almeno mille scuole italiane in spazi di bene comune, aperti alla partecipazione dei cittadini, dove educazione, inclusione e democrazia si intrecciano. All’interno della Conferenza Nazionale, le realtà che animano la rete hanno lavorato in modo condiviso alla definizione del Decalogo delle Scuole Aperte e Partecipate, un manifesto di valori e impegni ispirato al Vademecum nazionale delle buone pratiche e pensato per orientare le politiche educative e sociali dei prossimi anni. Il Decalogo si articola in dieci principi che guidano la trasformazione delle scuole in motori di comunità, innovazione e giustizia sociale  

Orizzonte 2030: Il Decalogo delle Scuole aperte e Partecipate

  1. Aprire gli spazi, liberare le energie Le scuole devono essere luoghi vissuti da tutta la comunità anche oltre l’orario scolastico: aule, cortili, palestre e teatri diventano spazi civici, di incontro e di crescita collettiva. 
  2. Coltivare la cura come bene comune Prendersi cura della scuola significa prendersi cura del territorio. Ogni gesto di manutenzione, bellezza e accoglienza diventa atto educativo e civico. 
  3. Tessere reti di fiducia Le Scuole aperte e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate nascono dal dialogo tra genitori, studenti, docenti, associazioni, enti locali e cittadini. La rete è la trama che tiene insieme le energie e garantisce continuità e sostenibilità. 
  4. Promuovere la corresponsabilità Tutti sono protagonisti: studenti, genitori, educatori, volontari, amministratori. La corresponsabilità genera appartenenza e costruisce comunità educanti. 
  5. Valorizzare la partecipazione La partecipazione è il motore della scuola aperta: si costruisce nei processi decisionali, nella co-progettazione e nella condivisione delle scelte. 
  6. Sperimentare nuove alleanze istituzionali I patti di collaborazione e i patti educativi di comunità sono strumenti concreti per rendere le scuole laboratori di democrazia e di amministrazione condivisa. 
  7. Apprendere nella pratica e nella relazione L’apprendimento avviene anche fuori dall’aula, nei contesti di vita e di comunità. Ogni esperienza di collaborazione è occasione di crescita reciproca e di educazione alla cittadinanza attiva. 
  8. Sostenere la rete nazionale delle Scuole aperte e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate Condividere saperi, esperienze e risorse tra territori per far crescere un movimento diffuso di Scuole aperte e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate come infrastruttura educativa del Paese. 
  9. Rendere visibile il valore sociale della scuola La scuola aperta non è solo un luogo di istruzione, ma un presidio civico, culturale e democratico capace di contrastare la povertà educativa e generare coesione. 
  10. Pensare al futuro come bene comune L’orizzonte 2030 è una scuola che educa alla cittadinanza solidale, alla sostenibilità e alla responsabilità condivisa: una scuola che forma cittadini generativi, capaci di “abitare” il mondo insieme.

MoVi Varese : una rete flessibile e inclusiva per il volontariato del presente e del futuro

Nel cuore di Varese batte da trent’anni un’esperienza di collaborazione unica: è la rete MoVi territoriale, conosciuta anche come Coordinamento Volontariato Varese  (CVV), una realtà che raccoglie oltre trenta associazioni impegnate quotidianamente in ambito sociale, sanitario e culturale. Realtà che operano insieme grazie a un approccio flessibile e aperto per un volontariato che privilegia la collaborazione tra realtà di diversa natura. “La rete MoVi Varese  è stata fondata tre decenni fa, - spiega Marco Petino, presidente della rete - in questo tempo ha attraversato le trasformazioni che hanno coinvolto il mondo del volontariato, evolvendosi con i tempi. Se un tempo il volontario era una figura stabile, ‘per la vita’, oggi si assiste sempre più a un impegno spesso legato a obiettivi specifici. Questa è una trasformazione che MoVi affronta con consapevolezza, cercando di accompagnare le nuove generazioni verso una cittadinanza attiva.” Ambiti diversi, una missione comune - Le associazioni che compongono la rete MoVi di Varese  operano in tre grandi settori: sociale, sanitario e assistenziale. Le loro attività sono molto diversificate: c’è chi si occupa di assistenza diretta alle persone fragili, chi promuove la cultura e il coinvolgimento dei giovani, e chi offre supporto socio-sanitario sul territorio. Questa varietà ha permesso nel tempo la formazione di veri e propri “cluster” operativi. Da un lato, il volontariato culturale e giovanile, che promuove iniziative educative nelle scuole e attività rivolte a bambini con minori opportunità. Dall’altro, il volontariato socio-assistenziale, che include realtà come Cittadinanza Attiva, AVO, Croce Rossa Italiana, ASPI, Vo.C.E. e molte altre, impegnate in servizi di assistenza diretta, interventi sanitari e supporto sociale. Una caratteristica distintiva di questa rete è anche la condivisione degli spazi fisici, che favorisce una naturale contaminazione tra esperienze diverse e la nascita di eventi comuni su temi condivisi. Giovani e scuole: un ponte verso il futuro - Tra le iniziative più efficaci promosse dalla rete MoVi di Varese  spicca il progetto di sensibilizzazione nelle scuole superiori. Da anni, le associazioni entrano direttamente nelle aule per raccontare agli studenti cosa significa fare volontariato, presentare le proprie attività e testimoniare il valore dell’impegno civile. È un’occasione preziosa per intercettare nuove energie e costruire una generazione di cittadini consapevoli e partecipi. Trent’anni di impegno: si festeggia a novembre - Il 2025 rappresenta un anno speciale per questa rete territoriale: si celebrano infatti i 30 anni del del MoVi Varese . Per l’occasione, l’ultima settimana di novembre sarà dedicata a una serie di eventi e incontri aperti alla cittadinanza. Si rifletterà, insieme a esperti, sul passato, presente e futuro del volontariato, analizzando anche le nuove sfide normative che impongono oggi una gestione più complessa e strutturata delle associazioni. Non mancheranno momenti di svago e partecipativi, pensati per far conoscere ai cittadini il volto concreto del volontariato locale. Come da tradizione, anche nel corso dell’anno MoVi Varese  continuerà a promuovere iniziative collettive che nascono dalla collaborazione spontanea tra le associazioni della rete. La rete MoVi di Varese  è un laboratorio vivo di solidarietà, condivisione e impegno civile, che continua a crescere insieme alla sua città.

Guerra Gaza, MoVI subito tregua per stop a tragedia umanitaria

La Conferenza Nazionale del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) esprime la profonda indignazione e il dolore dell’intero mondo del volontariato per la drammatica situazione in cui versa la popolazione di Gaza. Ogni giorno si contano nuove vittime innocenti, mentre ostacoli inaccettabili impediscono l’arrivo degli aiuti umanitari necessari a salvare vite umane. E invoca una tregua per la popolazione stremata. Questa situazione rappresenta una grave violazione del diritto internazionale umanitario e delle Convenzioni di Ginevra, come più volte denunciato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) e da UNRWA, che ha recentemente lanciato l’allarme su una crisi senza precedenti, aggravata dal blocco degli aiuti e dalla distruzione delle infrastrutture civili essenziali. Il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha più volte invocato un immediato cessate il fuoco umanitario e l’accesso sicuro, rapido e senza ostacoli degli aiuti a Gaza, ribadendo che “la sofferenza della popolazione civile è inaccettabile e deve finire ora”. Il MoVI chiede con urgenza al Governo italiano e al Parlamento di adottare tutte le misure necessarie per contribuire a porre fine a questa tragedia e per ripristinare condizioni minime di vita dignitosa per l’intera popolazione di Gaza, in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tra cui la Risoluzione 2720 (2023), che chiede un accesso umanitario pieno, sicuro e senza ostacoli. Chiediamo inoltre che l’Italia si impegni con forza e determinazione a promuovere una soluzione politica che consenta la convivenza pacifica tra due popoli e due Stati, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali, come indicato dalla Risoluzione ONU 2334 (2016) e dai principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.

MoVI, annunciata nuova missione in Ucraina con oltre 100 volontari dall’1 al 5 ottobre 2025

Si è conclusa domenica 29 giugno, la Conferenza nazionale del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano), che ha riunito a Roma oltre 200 partecipanti e 120 associazioni provenienti da tutta Italia. Un momento di confronto e progettazione per immaginare il futuro del volontariato, alla luce delle sfide sociali e culturali del presente. Negli ultimi tre anni, il MoVI ha registrato una crescita significativa: sono nate 12 nuove reti territoriali e più di 100 associazioni hanno aderito al Movimento, portando a oltre 470 il numero totale delle realtà attive in tutta la Penisola. Un dato che testimonia la vitalità del volontariato italiano e l’efficacia di un modello fondato sull’azione di prossimità. Durante la conferenza è stata annunciata la prossima missione internazionale del Movimento: dal 1 al 5 ottobre 2025, oltre 100 volontari partiranno per l’Ucraina, nell’ambito del Giubileo della Speranza, promosso dal MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta), a cui il MoVI ha aderito. Un impegno straordinario, che coinvolge oltre 100 operatori volontari in una missione di così grande portata, un’azione rara che sottolinea l’unicità della mobilitazione del MoVI, in grado di radunare un numero così elevato di persone per una causa di solidarietà internazionale. Il MoVI è attivo in Ucraina sin dall’inizio del conflitto: la prima missione risale all’estate del 2022. Con questa nuova iniziativa, il Movimento rilancia la propria presenza in un contesto ancora segnato dalla guerra, promuovendo un’azione collettiva e simbolica di vicinanza al popolo ucraino. «Essere presenti in un territorio di guerra non solo come operatori umanitari, ma come cittadini solidali – spiegano dal MoVI – significa rompere l’indifferenza e offrire un gesto concreto di prossimità esistenziale. Un modo per influenzare positivamente il vissuto quotidiano e il benessere delle comunità locali, dimostrando che la solidarietà può e deve superare i confini».   Per chi interessato a prendere partecipare può trovare maggiori informazioni sul sito del MEAN: https://projectmean.it/

MoVI, la conferenza con 120 associazioni per costruire il volontariato di domani

Una tre giorni di incontri, dibattiti ed elaborazioni progettuali per costruire le azioni di solidarietà dei prossimi anni con centoventi associazioni da tutta Italia e 200 persone partecipanti. È questa la missione della Conferenza triennale del MoVI (Movimento di volontariato italiano) che si è tenuta a Frascati presso il Centro Giovanni XXIII dal 27 al 29 giugno. Triennio 2022/2025 – Nel corso degli ultimi tre anni il MoVI è cresciuto in maniera rilevante, dimostrando la validità di un approccio al volontariato fondato sulla prossimità dell’azione di solidarietà. Sono nate 12 nuove reti territoriali e oltre 100 associazioni sono entrate a far parte del movimento in tutta Italia, portando il totale delle realtà di volontariato aderenti ad oltre 470. “Il triennio che si conclude con questa conferenza – evidenzia Gianluca Cantisani, presidente nazionale MoVI – è stato un periodo di grande importanza per il movimento, che conferma e rilancia il nostro modo di fare volontariato, muovendoci dal basso e trasversali a diversi approcci e aree di impegno dei cittadini. Si è rafforzata inoltre anche la funzione di supporto che la parte centrale svolge per le reti territoriali e le realtà aderenti: oltre all’organizzazione e la gestione del servizio civile, garantiamo il  supporto legale, amministrativo e gestionale, comprensivo dell’accordo con il Consorzio assicurativo etico solidale di inizio 2025 con il quale garantiamo la copertura assicurativa a tutti i volontari MoVI”. Valori – La conferenza triennale rappresenta il momento principale nel quale il movimento riflette sui principi che guidano l’azione di solidarietà e per il cambiamento sociale che si trova alla base dell’attività quotidiana delle associazioni. E sulle sfide con le quali, a causa del difficile contesto sociale italiano, si è obbligati a confrontarsi. Per costruire una visione comune è stato elaborato un documento di base che verrà discusso nel corso della conferenza e nell’anno di preparazione alla assemblea nazionale. Questo documento si fonda sui principi di felicità e uguaglianza per tutti e definisce i diritti fondamentali che vanno garantiti alle persone e che devono diventare gli obiettivi di ogni azione di solidarietà: diritto alla vita e alla salute, diritto a vivere in pace, diritto all’educazione, diritto alla cittadinanza, diritto a vivere in territori accoglienti e relazionali, diritto alla libertà di espressione e diritto all’accesso all’innovazione. Diritti oggi sotto attacco per l’emergenza climatica, le guerre, le diseguaglianze che crescono, la democrazia che viene svuotata e che il volontariato può affermare e difendere a partire proprio dai territori che possono essere avamposti democratici dove tenere viva la nostra bella Costituzione. Ospiti - Accanto al confronto su questi valori guida, sono previsti incontri sui temi della pace, della comunità come espressione collettiva, della responsabilità europea e della sostenibilità ambientale con la presenza di Mercedes Mas (Attivista Casapace Milano), Marianella Sclavi (Attivista e Portavoce Mean – Movimento di azione non-violenta), Silvia Nanni (Pedagogista Università L’Aquila), Pier Virgilio Dastoli (Presidente italiano del Movimento Europeo) e Sara Segantin (Attività e co-fondatrice Fridays for Future). Obiettivi – “Il volontariato – ricorda Cantisani – mette in pratica sui territori i principi a cui si ispira. Ha un impatto quantitativo perché agisce concretamente e risolve problemi ma, mentre lo fa e applica i valori a cui si ispira, sperimenta già il futuro ed apre la strada alle istituzioni perché quei problemi siano presi in carico e risolti per sempre. Il volontariato non deve essere “il barelliere della storia” facendosi carico delle mancanze strutturali delle istituzioni ma deve, al contrario, essere lo strumento che la comunità ha per stare accanto alle persone, non lasciarle sole, stare al passo dei bisogni nuovi e trovare le soluzioni che le istituzioni possono acquisire per tenere i servizi al passo della comunità. A livello di movimento vogliamo nei prossimi tre anni ampliare ancora la nostra rete, di aggiungere la nostra presenza in nuovi territori, dove sono in crescita gruppi promotori: ci aspettiamo una crescita di dieci reti e duecento nuove associazioni. Più importante ancora è aumentare la capacità di interconnessioni delle realtà appartenenti. Già ora il movimento sostiene le associazioni, già ora c’è uno scambio continuo di conoscenze e modalità operative. Su questo tuttavia crediamo che bisogna fare di più. L’obiettivo è arrivare a creare sempre più progetti di portata nazionale, come ad esempio lo è “Scuole Aperte partecipate”, dove le singole reti territoriali agiscono insieme la missione della rete per cambiare il proprio territorio su un tema scelto. Abbiamo l’obiettivo di attivare quattro-cinque progetti sui temi del welfare comunitario e delle case di comunità, dei beni comuni e della democrazia partecipativa, del cambiamento degli stili di vita, della giustizia, della pace e dell’ambiente, dell’economia solidale.  Stiamo inoltre avviando un percorso di riflessione e valutazione dell’impatto della riforma del terzo settore sul mondo del volontariato, in collaborazione con alcune università e con le nostre reti in tutte le regioni d’Italia: un altro banco di prova per far sentire la voce del MoVI e contribuire dopo dieci anni a migliorare la legge”.

MoVI Andria – La rete territoriale di persone per le persone

Un punto di riferimento per la comunità, una rete che ogni giorno si fa carico delle fragilità sociali del territorio. È questo il ruolo che la rete MoVI - Movimento di Volontariato Italiano di Andria svolge da anni attraverso un’azione diffusa e radicata nel territorio sociale. Composta da 13 realtà associative – di cui 5 Organizzazioni di Volontariato e 8 Associazioni di Promozione Sociale – la rete si distingue per la varietà dei suoi interventi, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione: minori, persone con disabilità e anziani. Tra le attività più significative: doposcuola per bambini, sensibilizzazione all’affidamento familiare, percorsi di autonomia e sport per minori disabili, iniziative culturali e ludiche, momenti di socializzazione per la terza età e azioni di cittadinanza attiva come la cura dei beni comuni. L’intero operato della rete si fonda su un’idea chiara: promuovere il volontariato come motore di coesione e partecipazione. MoVI Andria è presente in modo attivo anche durante le principali giornate tematiche – come la Giornata Internazionale del Volontariato (5 dicembre), o quelle dedicate alla disabilità, ai nonni e all’infanzia – e si avvale del prezioso contributo dei volontari del Servizio Civile, che ogni anno affiancano le associazioni nella realizzazione delle attività. A livello nazionale, la rete andreise partecipa anche al progetto “Scuole Aperte”, promosso dal Movimento di Volontariato Nazionale, volto a trasformare le scuole in centri civici aperti oltre l’orario scolastico. Un’iniziativa pensata per contrastare la povertà educativa, sostenere le famiglie e creare nuovi spazi di aggregazione per i giovani e la comunità. Il valore di questa rete si amplifica se inserito nel più ampio contesto socio-economico della città di Andria. Negli ultimi anni, la città ha vissuto una fase di espansione edilizia e trasformazione urbana. Il ceto medio, prevalentemente impiegato nel settore terziario, rappresenta la fascia economicamente più stabile, ma si registra una progressiva riduzione delle attività tradizionali, con conseguente perdita di alcuni presìdi sociali storici. Una provincia dove ma non mancano aree con significative criticità sociali, in cui sono più evidenti situazioni di disagio economico, povertà educativa e isolamento. In questo quadro, l’impatto della rete MoVI di Andria si rivela fondamentale: agendo come connettorre tra istituzioni, famiglie e cittadini, il volontariato organizzato riesce non solo a fornire risposte concrete, ma anche a ricostruire legami di fiducia e solidarietà là dove il tessuto sociale rischia di indebolirsi. Con il suo lavoro quotidiano, MoVI Andria dimostra che fare rete è il modo più efficace per affrontare le sfide sociali del presente. E che la partecipazione civica non è solo un valore da promuovere, ma una necessità collettiva per costruire una città più giusta, inclusiva e coesa.

Nel cuore della Sicilia, uno sguardo sull’altro – Rete MoVI Caltanissetta

La Rete MoVI di Caltanissetta, la realtà del Movimento di Volontariato Italiano nel territorio nisseno, compie quest’anno 10 anni. Presieduta da Filippo Maritato, la Rete, che conta oltre 40 associazioni, gestisce la Casa delle Culture del Volontariato, un’immobile comunale in comodato d’uso molto ampio che conta spazi interni di 1000 mq e una grande zona esterna della medesima grandezza.  Territorio - Capace di coinvolgere centinaia di persone impegnate nella cittadinanza partecipativa -  dal socio-assistenziale al sanitario, dal culturale all’ambientale, dal ricreativo fino alle forme di attivismo legate ai diritti personali e sociali - la Rete MoVI della città nissena si cala totalmente nel proprio contesto provinciale: consapevole del tessuto culturale e sociale, coinvolge per oltre il 50% delle proprie attività migranti e seconde generazioni. Attraverso i protocolli di intesa con diverse istituzioni, quali l’amministrazione comunale, gli istituti penitenziari per adulti e minori e il Centro Sanitario Territoriale, il MoVI di Caltanissetta offre la disponibilità delle associazioni facenti parte della Rete per integrare al meglio l’offerta e il supporto alla cittadinanza. Socialità - Tra queste attività, ha grande rilevanza e impatto sociale il progetto - portato avanti da cinque anni - di accompagnamento e reinserimento sociale di persone affidate alla Casa delle Culture e del Volontariato dal tribunale nell’ambito del programma di messa alla prova. Si tratta di persone condannate per reati legati a droghe, alcol, violenza o violazioni del codice della strada, come il ritiro della patente. La gestione è completamente diretta e personalizzata. Attraverso un programma strutturato, vengono valorizzate le capacità e la presenza attiva di queste persone all'interno della casa, coinvolgendole nella vita comunitaria e nelle attività quotidiane. Parallelamente, viene offerto supporto terapeutico anche a minori, con interventi mirati. A sostegno di questo progetto c’è un’équipe composta da 15 psicologi, appartenenti alle associazioni facenti parte delle Rete, che si occupano dell'accoglienza, dell’ascolto e dell’accompagnamento psico-sociale degli utenti, garantendo un servizio continuo e qualificato. Famiglie  - La Rete MoVI nissena, in accordo con l’amministrazione comunale, ha inoltre attivato, all'interno della struttura, 12 sportelli dedicati all'Assegno di Inclusione con l’obiettivo di offrire un supporto concreto alle famiglie in difficoltà. Gli sportelli si occupano della presa in carico dei nuclei familiari bisognosi, facilitando il collegamento con associazioni del territorio capaci di rispondere alle diverse esigenze emerse. La Casa delle Culture e del Volontariato interviene direttamente nella valutazione delle situazioni familiari e, nel momento in cui emergono problematiche specifiche, fornisce contatti e accesso a una rete di sostegno formata da realtà associative locali. Tra le iniziative più rilevanti spicca il Banco Alimentare, che attualmente assiste circa 200 famiglie, equamente divise tra migranti e cittadini italiani. L’integrazione è il filo conduttore di tutte le attività promosse dalla Rete nissena Un esempio concreto è rappresentato dall’apertura di 25 nuovi negozi nel centro storico di Caltanissetta, realizzata grazie a percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Ascolto - La Casa delle Culture e del Volontariato è alle porte della città, in una zona periferica ma raggiungibile con i mezzi pubblici, questo luogo rappresenta della rete di solidarietà del Movi Caltanissetta. Ma grazie alla collaborazione con i Centri Servizi, la Croce Rossa e Federconsumatori, è stato possibile aprire uno sportello d’ascolto e supporto nel centro cittadino, avvicinando così l’assistenza a chi ne ha più bisogno: questo sportello è in centro città ed è facilmente raggiungibile per chiunque. Riconoscendo il grande valore territoriale della Rete, un ulteriore gesto di generosità è arrivato da una comunità religiosa, che gli ha donato  anche una casa situata in una delle zone più svantaggiate della città. Non si tratta di un luogo qualunque: è la dimora storica dove nacque il Beato Angelo Colipani. Oggi quegli spazi sono stati trasformati in un centro di accoglienza per minori, dove si svolgono attività di doposcuola e supporto socio-educativo. Durante tutto l’anno, in questa struttura vengono raccolti giocattoli - nuovi, usati o da riparare - destinati a regalare un sorriso ai più piccoli. In occasione del Natale, un’iniziativa particolarmente toccante coinvolge le persone private di libertà dell’istituto penitenziario cittadino: grazie al contatto diretto con le associazioni della Rete, comunicano l’età dei propri figli e ricevono giocattoli da consegnare durante i colloqui, creando così un momento di affetto e vicinanza familiare. Ma la solidarietà non si ferma qui. Per l’Epifania, i volontari organizzano una distribuzione speciale: grandi pacchi trasparenti, colmi di giochi, vengono caricati su auto d’epoca messe a disposizione da un’associazione di veicoli storici associata alla Rete, per un tour nei quartieri più poveri della città. Un gesto simbolico ma concreto, che unisce tradizione, comunità e spirito natalizio. A dimostrazione della forza di questa rete solidale, l’unione tra le associazioni di volontariato e quelle sportive, in un’unione che contribuisce a sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche locali e sostenendo attivamente le iniziative del territorio. Multiculturalità - Tra gli ultimi progetti attuati dal MoVI Caltanissetta, ci racconta il Presidente Filippo Maritato, c’è il progetto Pronto mediatore. In molti comuni italiani la figura del mediatore culturale è ancora assente, soprattutto nei contesti più delicati come sanità, scuola e uffici pubblici. Per colmare questa lacuna, la Rete nissena da anni mette a disposizione, tramite la sua attività di volontariato, mediatori formati a disposizione per settori meno visibili ma fondamentali, come gli uffici anagrafe, la polizia municipale o la comunicazione di eventi luttuosi. Particolare attenzione è rivolta anche al sistema carcerario. Nel carcere locale, dove è presente un'alta percentuale di detenuti migranti, un mediatore culturale delle associazioni in rete entra regolarmente ogni settimana con il ruolo di ascoltare, interpretare i bisogni e cercare soluzioni concrete. “È un punto di riferimento per molti detenuti che spesso non riescono nemmeno a spiegare le proprie necessità”, racconta Maritato. Il nodo, come spesso accade, è economico: molti Comuni non hanno le risorse per assumere mediatori. Da qui nasce l’iniziativa Pronto Mediatore, un progetto del MoVI Caltanissetta che mette a disposizione tramite i propri volontari una linea telefonica attiva tutti i giorni. In caso di necessità, si valuta l’invio immediato di un mediatore oppure si prova a risolvere il problema a distanza, garantendo comunque una risposta entro 24 ore. Il progetto ha ormai preso piede in tutta la provincia. Si tratta di 20 mediatori culturali di varie lingue: progetto che vuole dare la possibilità di sostegno economico. Con un budget messo a disposizione dal comune totalmente dedicato al rimborso di chi fa il servizio. che permette un rimborso spese di 20 euro all’ora lordi. Questo impatta meno sulle casse del comune e fornisce un servizio. Guadagnare con un prezzo equo.  Scuola - Come detto, MoVI nisseno è coinvolto stabilmente nelle attività istituzionali, in questa ottica, negli anni, anche il rapporto con il mondo scolastico si è consolidato, affrontando una delle sfide più complesse: l'integrazione. Nelle scuole la Casa delle Culture e del Volontariato porta storie di riscatto e testimonianze di vita concreta. Dietro ogni storia, un messaggio forte: l’integrazione è possibile, concreta, e passa anche dal coinvolgimento nelle associazioni. “Molti dei ragazzi che conoscono le nostre attività attraverso questi incontri scolastici si interessano alle associazioni della nostra Rete e rimangono attivi nel volontariato anche dopo aver completato i percorsi – spiega Maritato – perché scoprono un mondo nuovo, imparano competenze e si sentono parte di una comunità”.

Conferenza 2025

Si terrà a Frascati dal 27 al 29 giugno 2025, la Conferenza Nazionale del MoVI. Momento triennale di incontro per leggere insieme i segni dei tempi e definire le linee su cui proseguire il cammino del nostro Movimento, sarà occasione per riflettere insieme sul complesso momento che stiamo attraversando e dare nuova forza al nostro impegno per una società più giusta, più solidale, più rispettosa del pianeta. Sono invitati a partecipare i rappresentati di tutti gruppi che aderiscono alla nostra rete o che ci sono vicini.
Scarica doc in PDF:
LANCIO DELLA CONFERENZA | DOCUMENTO DI INDIRIZZO INFO E LOGISTICA | SCARICA IL PROGRAMMA
SCHEDE STAND INFORMATIVI

Programma

VENERDÌ 27 GIUGNO
16:30 AVVIO DEI LAVORI: introduzione e presentazione della Conferenza
16:40 Il contributo del Volontariato alla Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) : laboratorio animato da Mercedes Mas (Casapace Milano), per comprendere il senso di una strategia di azione per la Pace che può valorizzare il nostro impegno quotidiano di volontari e avviare una riflessione su cosa può fare il MoVI come movimento.
18:30 Conclusioni a cura di Marianella Sclavi (MEAN-Movimento di Azione Nonviolenta) e promozione del Giubileo della Pace a Kiev
19.30 Cena
21.00 AAA Sognatori e visionari cercasi (1a parte) serata dedicata a conoscerci e a capire chi siamo e in che direzioni siamo lanciati.
  SABATO 28 GIUGNO
08:45 Introduzione animata alla giornata
09:00 TRE SFIDE DELL’OGGI (E DEL DOMANI) Silvia Nanni (pedagogista dell'Università de L'Aquila) La comunità come pratica del noi. Fiorire tutti/e e ciascuno/a Pier Virgilio Dastoli (presidente in Italia del Movimento Europeo) Spazi di responsabilità dei cittadini per un’Europa solidale Sara Segantin: (attivista e narratrice, tra le fondatrici di Fridays For Future) Volontariato e lotta contro l’emergenza climatica: quali connessioni? 
10.40 Pausa
11.00 Sottogruppi di approfondimento e confronto (accompagnati da facilitatori) Quali possibili ricadute e indicazioni concrete sui temi presentati per l’azione del MoVI? Condivisione in plenaria dei lavori dei sottogruppi
12.45 Commenti e riflessioni dei relatori
13:30 Pranzo
15.00 Indirizzi e orientamenti per il MoVI dei prossimi anni Lavoro partecipato (“tipo” open space)  a partire dal Documento d’Indirizzo.
18.00 AAA Sognatori e visionari cercasi (2a parte) Riuniti in carovane costruiamo ponti e programmiamo scambi e collaborazioni tra gruppi e reti MoVI che condividono un comune tema/area di impegno.
20.00 Cena
21.30 Bolle per adulti! di e con Fabio Saccomani spettacolo di satira politica e bolle di sapone. Colonialismo, vendita di armi, sfruttamento e potere sono i temi affrontati e declinati in modo comico, caustico e irriverente…
  DOMENICA 29 GIUGNO
08:30 Introduzione animata alla giornata
08:45 InformaMoVI  stand informativi su progetti e proposte del MoVI (vedi sotto elenco degli stand)
10.00 Siamo MoVImento plenaria animata di confronto e dibattito sul documento di indirizzo (con pausa ore 11.00)
12.00 Conclusioni e lancio dei prossimi passi a cura del presidente Gianluca Cantisani
12.45 Pranzo
14.10 Partenze
 

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