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“Goal in Rete”: cinque reti nazionali alleate per educare alla pace e sostenere le comunità locali

Il MoVI guida un partenariato nazionale per rafforzare i gruppi territoriali e promuovere comunità educanti, solidali e competenti

    Il MoVI – Movimento di Volontariato Italiano è capofila di “Goal in Rete”, un progetto di respiro nazionale che riunisce cinque reti storiche del volontariato popolare (MoVI, CIPSI, ACMOS–I Care, AICAT e CILAP), insieme ad associazioni e realtà territoriali impegnate nella costruzione di comunità solidali. L’obiettivo centrale del progetto è attivare un’organizzazione condivisa fra le reti per rafforzare la capacità di sostenere l’azione dei gruppi locali, nella prospettiva dello sviluppo locale sostenibile e della promozione di comunità educanti, generative e competenti. Il progetto è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’Avviso pubblico 2/2023. Un Paese in movimento: la mappatura delle iniziative per la pace - Nelle ultime settimane, le attività educative sulla pace e sui diritti umani hanno vissuto un forte impulso in tutta Italia. Un primo “esperimento” di mappatura promosso da Goal in Rete ha raccolto e reso visibili decine di iniziative spontanee, confermando la volontà di scuole, associazioni e cittadini di costruire un futuro fondato sulla nonviolenza, sul dialogo e sulla giustizia sociale. L’iniziativa, diffusa tramite un passaparola capillare, ha coinvolto oltre trenta associazioni, quaranta città, decine di scuole e centinaia di classi. A Milano, per esempio, l’Istituto Comprensivo Italo Calvino ha dato vita al progetto “Colori di pace”, in cui dieci classi hanno sperimentato giochi di ruolo sulla gestione dei conflitti e laboratori dedicati al linguaggio del corpo. A Reggio Calabria, invece, il MoVI accompagna da tempo un istituto superiore in percorsi formativi su cittadinanza attiva e diritti. Molto significativo anche il contributo del Movimento di Cooperazione Educativa, che ha animato un movimento ampio e inatteso con la realizzazione delle “Lettere di pace”: centinaia di scuole in 38 province hanno coinvolto bambini e ragazzi nella scrittura di messaggi indirizzati ai capi di Stato e all’ONU. Parallelamente, la storica Carovana dei Pacifici, nata dalla Casa delle Arti e del Gioco di Mario Lodi, continua a rinnovarsi grazie alla creatività di scuole, biblioteche e associazioni; tra le iniziative più recenti spicca “Sole sui frutti di pace” in Bosnia Erzegovina. Non sono mancati i collegamenti con i territori colpiti dalle guerre: il MoVI e il MEAN hanno infatti portato una missione di solidarietà in Ucraina con la partecipazione di 110 volontari, mentre l’ONG Vento di Terra continua il proprio impegno verso Gaza. Anche la dimensione della giustizia climatica si intreccia con questo quadro: la Ong CeVI, di Udine, ha partecipato alla Cupola dei Popoli — in parallelo alla conferenza ONU sul clima — promuovendo attività sulla sostenibilità e sulla demilitarizzazione in venti istituti scolastici della provincia. La redazione di Comune, insieme alla web radio People Help the People di Palermo, ha raccolto e raccontato molte di queste esperienze attraverso una serie di podcast diffusi oggi, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani. Un modello di partenariato per comunità più forti - “Goal in Rete” rappresenta un nuovo modo di lavorare insieme tra reti nazionali e realtà territoriali. Al progetto partecipano infatti, oltre alle cinque reti promotrici, partner operativi quali ACMOS APS, Oghogo Meye ODV, AICAT ODV, MoVI FVG ODV, MoVI Lazio ODV, CEVI ODV, PHP APS, Casa dei Diritti Sociali ODV, MoVI Reggio Calabria ODV, APS Prato in Fiera e Persone Comuni APS. Collaborano inoltre CIPSI, CILAP, VIM, CNELP e GMA. Il progetto promuove la condivisione di percorsi di studio e formazione che mettono al centro la generatività, la partecipazione e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con l’intento di rafforzare capacità, strumenti e visione delle realtà che quotidianamente animano i territori. Verso una rete nazionale stabile e generativa - Con Goal in Rete, le organizzazioni coinvolte intendono consolidare un modello nazionale di cooperazione, capace di sostenere in modo continuativo i gruppi territoriali, valorizzare le loro buone pratiche e alimentare un ecosistema sociale ed educativo più forte, coeso e orientato al futuro.

Dieci anni di Scuole Aperte e Partecipate: il MoVI lancia il Decalogo per l’Orizzonte 2030

Al termine della Conferenza Nazionale del MoVI, le realtà italiane che hanno preso parte al progetto firmano il manifesto che guiderà la trasformazione delle scuole in spazi di bene comune.

Si è conclusa ieri a Roma la Conferenza Nazionale organizzata dal MoVI – Movimento di Volontariato Italiano per celebrare e discutere i dieci anni del progetto “Scuole aperte e Partecipate”. Un appuntamento che ha riunito le diverse realtà nazionali che nel corso degli anni hanno dato vita, in oltre quindici città italiane, a una rete di scuole che si aprono al territorio, restituendo alla comunità spazi vivi di cittadinanza, partecipazione e inclusione. Nato nel 2015 dall’esperienza dell’Associazione Genitori Scuola Di Donato di Roma, il progetto ha via via trasformato gli edifici scolastici in luoghi di socialità, educazione e cura condivisa. Le Scuole aperte e partecipate sono sorte per rispondere a un bisogno semplice e profondo: fare della scuola un bene comune. In un tempo segnato da disuguaglianze educative e solitudini sociali, l’apertura oltre l’orario scolastico ha restituito alle scuole il loro ruolo originario di presidi civici e culturali, capaci di costruire legami, prevenire marginalità e generare comunità. Il progetto ha messo in rete scuole, famiglie, enti locali e associazioni, dando vita a una comunità educante nazionale. Attraverso patti educativi, co-progettazioni e reti territoriali, le Scuole aperte e partecipate hanno dimostrato che l’educazione non è un servizio da erogare, ma un processo da vivere insieme. Dopo dieci anni di sperimentazione e di pratiche condivise, il MoVI rilancia la sfida per l’Orizzonte 2030: trasformare almeno mille scuole italiane in spazi di bene comune, aperti alla partecipazione dei cittadini, dove educazione, inclusione e democrazia si intrecciano. All’interno della Conferenza Nazionale, le realtà che animano la rete hanno lavorato in modo condiviso alla definizione del Decalogo delle Scuole Aperte e Partecipate, un manifesto di valori e impegni ispirato al Vademecum nazionale delle buone pratiche e pensato per orientare le politiche educative e sociali dei prossimi anni. Il Decalogo si articola in dieci principi che guidano la trasformazione delle scuole in motori di comunità, innovazione e giustizia sociale  

Orizzonte 2030: Il Decalogo delle Scuole aperte e Partecipate

  1. Aprire gli spazi, liberare le energie Le scuole devono essere luoghi vissuti da tutta la comunità anche oltre l’orario scolastico: aule, cortili, palestre e teatri diventano spazi civici, di incontro e di crescita collettiva. 
  2. Coltivare la cura come bene comune Prendersi cura della scuola significa prendersi cura del territorio. Ogni gesto di manutenzione, bellezza e accoglienza diventa atto educativo e civico. 
  3. Tessere reti di fiducia Le Scuole aperte e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate nascono dal dialogo tra genitori, studenti, docenti, associazioni, enti locali e cittadini. La rete è la trama che tiene insieme le energie e garantisce continuità e sostenibilità. 
  4. Promuovere la corresponsabilità Tutti sono protagonisti: studenti, genitori, educatori, volontari, amministratori. La corresponsabilità genera appartenenza e costruisce comunità educanti. 
  5. Valorizzare la partecipazione La partecipazione è il motore della scuola aperta: si costruisce nei processi decisionali, nella co-progettazione e nella condivisione delle scelte. 
  6. Sperimentare nuove alleanze istituzionali I patti di collaborazione e i patti educativi di comunità sono strumenti concreti per rendere le scuole laboratori di democrazia e di amministrazione condivisa. 
  7. Apprendere nella pratica e nella relazione L’apprendimento avviene anche fuori dall’aula, nei contesti di vita e di comunità. Ogni esperienza di collaborazione è occasione di crescita reciproca e di educazione alla cittadinanza attiva. 
  8. Sostenere la rete nazionale delle Scuole aperte e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate Condividere saperi, esperienze e risorse tra territori per far crescere un movimento diffuso di Scuole aperte e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate e partecipate come infrastruttura educativa del Paese. 
  9. Rendere visibile il valore sociale della scuola La scuola aperta non è solo un luogo di istruzione, ma un presidio civico, culturale e democratico capace di contrastare la povertà educativa e generare coesione. 
  10. Pensare al futuro come bene comune L’orizzonte 2030 è una scuola che educa alla cittadinanza solidale, alla sostenibilità e alla responsabilità condivisa: una scuola che forma cittadini generativi, capaci di “abitare” il mondo insieme.