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Nasce la Rete Regionale Abruzzo del MoVI: tre territori uniscono le forze, il volontariato fa sistema

Nasce la Rete Regionale Abruzzo del MoVI: tre territori uniscono le forze, il volontariato fa sistema

L’Abruzzo compie un passo avanti nella costruzione di un volontariato più forte, coordinato e capace di incidere sulle politiche pubbliche. È ufficialmente nata la Rete Regionale Abruzzo ODV del Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), frutto dell’unione di tre reti territoriali già attive: L’Aquila, Avezzano e Marsica, Valle Peligna-Subequana e Alto Sangro. Un risultato strategico per il terzo settore abruzzese, che consolida un percorso di crescita maturato negli anni attraverso collaborazioni, progettualità condivise e una progressiva integrazione tra associazioni. Oggi quel cammino si traduce in un soggetto regionale strutturato, pronto a rappresentare l’intero territorio nel dialogo con le istituzioni. Un percorso nato dal territorio - La Rete Territoriale dell’Aquila è cresciuta a partire dall’esperienza del post-sisma, che ha messo in luce la forza del volontariato locale ma anche la necessità di superare la frammentazione. Un ruolo decisivo lo ha avuto la Casa del Volontariato Provinciale, laboratorio di relazioni e coprogettazione che ha contribuito a costruire fiducia e visione comune. L’8 ottobre 2025 è nata ad Avezzano la Rete Territoriale Avezzano e Marsica, composta da sette associazioni impegnate in ambiti complementari: sostegno ai malati, animazione educativa e familiare, solidarietà internazionale, impegno civile. L’obiettivo è passare dalla somma delle singole iniziative alla costruzione di un sistema coordinato capace di leggere in modo integrato i bisogni della Marsica. Nella stessa giornata è stata costituita a Castel di Sangro la Rete Territoriale Valle Peligna-Subequana e Alto Sangro, anch’essa composta da sette associazioni attive nei settori della disabilità, della pubblica assistenza, del sostegno sanitario, della tutela dei diritti e della promozione sociale e culturale. In un’area segnata da spopolamento e frammentazione geografica, la scelta di fare rete rappresenta una risposta concreta per rafforzare l’impatto sociale. Una voce unica per l’Abruzzo - La nuova Rete Regionale non sostituisce le realtà locali, ma le coordina e le potenzia, mettendo a sistema competenze, buone pratiche e progettualità. L’obiettivo è costruire una visione unitaria dello sviluppo sociale dell’Abruzzo: dalla ricostruzione del capoluogo alla valorizzazione delle aree interne, dalla lotta allo spopolamento alla promozione di inclusione e sostenibilità. Tra le priorità vi è anche quella di diventare un interlocutore unico a livello regionale, capace di dialogare con le istituzioni e partecipare attivamente alla co-progettazione delle politiche sociali, educative e sanitarie. Il presidente nazionale del MoVI, Gianluca Cantisani, ha commentato con soddisfazione la nascita della nuova realtà regionale: «Siamo felici che un territorio come quello abruzzese scelga con determinazione la strada del fare rete. La crescita della Rete Regionale Abruzzo dimostra che il volontariato, quando supera la frammentazione e costruisce alleanze stabili, diventa una forza capace di incidere davvero sullo sviluppo sociale. È un segnale importante non solo per l’Abruzzo, ma per tutto il Paese». Entrare nel MoVI significa riconoscersi in una storia che affonda le radici nell’impegno di Luciano Tavazza e in una visione del volontariato come motore di crescita civile. La Rete Regionale Abruzzo nasce con questa ambizione: unire le forze per costruire un territorio più coeso, solidale e capace di affrontare le sfide del presente con responsabilità collettiva e visione condivisa.   foto: profilo facebook Casa volontariato provinciale

MoVI Ravenna, una rete che unisce 39 realtà del territorio nel segno della solidarietà

MoVI Ravenna, una rete che unisce 39 realtà del territorio nel segno della solidarietà

MoVI Ravenna è una rete giovane ma già profondamente radicata nel tessuto sociale cittadino. Nata con l’obiettivo di creare connessioni tra esperienze diverse di volontariato e associazionismo, oggi conta 39 associazioni aderenti tra ETS, APS, ODV, ASD e SSD. Un mosaico variegato che restituisce la fotografia di una comunità attiva, capace di rispondere con creatività e competenza ai bisogni emergenti. Un panorama di attività che attraversa tutta la comunità - Le realtà che compongono la rete operano nei più diversi ambiti: dalla disabilità alla cultura, dal sostegno sanitario allo sport, dall’aggregazione giovanile alla tutela dei diritti. C’è chi lavora su progetti dedicati alla disabilità con metodologie innovative, chi promuove teatro e musicoterapia, chi interviene contro la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo, chi sostiene le pari opportunità. E ancora: supporto alle persone indigenti, accompagnamento alle famiglie di minori colpiti da leucemie, linfomi e tumori, sostegno agli anziani, ai minori non accompagnati, attività scout, aiuto compiti, clownterapia, accoglienza e ospitalità per migranti e rifugiati. Una pluralità di esperienze che non si limita alla somma delle singole azioni, ma che nella rete trova uno spazio di confronto e coprogettazione. Disabilità e immigrazione: i cluster che fanno rete -  All’interno del MoVI Ravenna si sono sviluppati negli ultimi anni veri e propri cluster di collaborazione, capaci di generare progettualità condivise e riconosciute anche all’esterno. Un primo ambito riguarda la disabilità: diverse associazioni, pur adottando approcci differenti, hanno avviato percorsi comuni che stanno dando risultati concreti e attirando attenzione sul territorio. La coprogettazione è diventata uno strumento stabile di lavoro, capace di valorizzare le specificità di ciascuno. Un secondo cluster si è consolidato attorno al supporto all’immigrazione e ai rifugiati, in particolare persone in fuga da contesti di guerra. Anche qui la collaborazione tra enti ha permesso di strutturare interventi su più livelli, rafforzando l’efficacia delle azioni e offrendo risposte coordinate ai bisogni delle famiglie. Il “Pranzo di Natale”: un simbolo cittadino di comunità - Tra le iniziative che hanno avuto maggiore impatto spicca il “Pranzo di Natale” per le persone più fragili - organizzato in collaborazione con la consulta Ravennate delle associazioni di volontariato - diventato in pochi anni un appuntamento molto sentito in città. Un momento di condivisione che coinvolge famiglie con minori e persone in difficoltà, trasformando una ricorrenza tradizionale in un’occasione concreta di inclusione. Accanto a questo, la rete si è distinta per il sostegno alle famiglie di profughi di guerra, provenienti dall’Ucraina, da Gaza e da altri contesti di conflitto. In collaborazione con la Consulta del Volontariato di Ravenna, il MoVI promuove concerti, mostre e appuntamenti culturali che non solo diffondono la conoscenza dei progetti, ma diventano strumenti di raccolta fondi. Le risorse raccolte si traducono in buoni spesa, contributi per materiale scolastico e supporti concreti alle famiglie in difficoltà. Collaborazioni analoghe sono state sviluppate anche con la Consulta del Volontariato e dell'Associazionismo dell'Unione della Romagna Faentina, a conferma di una rete capace di dialogare oltre i confini cittadini. Le alluvioni e la risposta solidale - Nei suoi primi due anni di vita, il MoVI Ravenna non ha avuto modo di strutturare un calendario stabile di eventi pubblici. Le alluvioni del 2023 e del 2024 hanno infatti imposto una priorità chiara: il sostegno alle famiglie e alle comunità colpite da un evento drammatico. La rete ha concentrato energie e competenze nell’emergenza, confermando la propria vocazione operativa e la capacità di attivarsi rapidamente nei momenti di crisi. Non è mancata, tuttavia, la partecipazione alla Festa delle associazioni di volontariato organizzata dalla Consulta di Ravenna, occasione che ha suscitato grande interesse tra cittadini e altre realtà associative, rafforzando la visibilità della rete. Formazione, riforma del Terzo Settore e nuove sfide - Oltre agli interventi sociali, il MoVI Ravenna ha promosso momenti di approfondimento e confronto sui temi che attraversano oggi il mondo dell’associazionismo. In collaborazione con enti locali, associazioni di categoria e ordini professionali – in particolare commercialisti e avvocati – sono stati organizzati convegni e tavole rotonde dedicati all’impatto della riforma del Terzo Settore, agli aspetti fiscali e contabili, e alle nuove sfide normative. Appuntamenti che hanno registrato un’ampia partecipazione, dimostrando l’interesse verso l’approccio proposto dalla rete: un modello che punta su cooperazione, competenza e visione condivisa.    

Oltre i cancelli: scuola, migrazioni e partecipazione comunitaria

Gianluca Cantisani (MoVI): "La scuola con background migratorio non va considerata un limite, spesso rappresenta un laboratorio di generazione sociale"

Treviso, 13 febbraio 2026 – Ha visto la partecipazione di 240 addetti ai lavori, educatori e famiglie l’incontro online “Scuole con alta incidenza di alunni con background migratorio: scambio di esperienze e buone pratiche”, svoltosi giovedì 12 febbraio 2026. L’evento è stato promosso dall’Istituto Comprensivo 1 Martini di Treviso all'interno del progetto FAMI PROG-541 e si candida a essere un punto di riferimento all’interno del dibattito su come trasformare le sfide dell’integrazione in opportunità individuale e crescita collettiva. La scuola come spazio di generazione sociale - Una prospettiva concreta è quella al centro dell’intervento di Gianluca Cantisani, presidente del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) e responsabile nazionale del progetto Scuole Aperte Partecipate del Movimento. Cantisani ha infatti illustrato come la scuola, se vissuta come "bene comune", possa diventare un motore di trasformazione sociale: “Le scuole con alta presenza di alunni con background migratorio non devono essere percepite come luoghi di criticità, ma come spazi privilegiati di cittadinanza attiva" – ha sottolineato Cantisani durante il dibattito. A questo proposito ha presentato l’esperienza dei genitori della Scuola di Donato di Roma e richiamato l’esperienza decennale promossa dal MoVI attraverso il progetto Scuole Aperte Partecipate, che restituisce alla scuola una nuova centralità comunitaria. La scuola diventa così un luogo vitale e d’incontro sempre aperto, nel quale i genitori e il territorio collaborano con le istituzioni per gestire laboratori, doposcuola e momenti di aggregazione. Questo approccio trasforma il background migratorio da "questione scolastica" a risorsa per la coesione di tutta la comunità o il quartiere di riferimento, rompendo l'isolamento delle famiglie e creando nuovi legami di solidarietà.   Contrastare le false percezioni: i risultati del progetto FAMI - L’incontro è stato l'occasione per presentare i frutti dei percorsi di ricerca-azione volti a contrastare la stigmatizzazione delle scuole ad alta incidenza migratoria. Sotto la guida della dirigente scolastica Luana Scarfì, della spinta costante della coordinatrice del FAMI e della rete dell’integrazione scolastica di Treviso Paola Pasqualon e con il contributo dell’esperto di intercultura Vinicio Ongini, sono emerse diverse buone pratiche provenienti da territori complessi di Milano, Mestre, Roma e Treviso. I relatori, tra cui i dirigenti scolastici Francesco Gerolamo Muraro e Michela Manente, ed i ricercatori dell'Università di Architettura di Venezia (IUAV), hanno evidenziato come l’apertura della scuola alla partecipazione diretta delle famiglie sia una delle chiavi per garantire un’istruzione davvero inclusiva.   Verso un modello educativo integrato - La testimonianza di Linda Pillon del Comitato genitori dell’IC Martini di Treviso ha confermato l’efficacia della rete tra genitori e scuola e come, tramite il coinvolgimento dei cittadini, si possa costruire una prospettiva concreta sulla quale fondare una "comunità educante" solida e resiliente. Dal confronto tra i partecipanti è emerso l’impegno a rafforzare la rete nazionale delle Scuole Aperte Partecipate, affinché l’esperienza del MoVI e dei progetti FAMI possa continuare a svilupparsi fino a diventare un modello strutturale capace di innervare l’intero sistema scolastico italiano.

Nessuno può essere felice da solo – Impegni del MoVI per i prossimi anni

Il diritto alla felicità non è un concetto astratto, ma un obiettivo concreto che si costruisce attraverso l'incontro, l'ascolto e la partecipazione. Con questo spirito è nata la prima edizione del Festival del Diritto alla Felicità, una rassegna di teatro solidale promossa da MoVI Lazio che dall’8 al 10 dicembre ha animato il Teatro Porta Portese di Roma. Sotto la direzione artistica di Lucia Ciardo e con il patrocinio del Municipio XII, l'iniziativa ha dimostrato come la cultura possa essere un potente collante sociale. Una "Cultura che Cura" L'evento non è stato concepito solo come una serie di rappresentazioni, ma come un vero e proprio atto civile. Come sottolineato dal Presidente del MoVI Lazio, Maurizio Marrale: «Questa manifestazione non è soltanto un evento artistico, ma un atto politico e sociale. Portare le persone negli spazi teatrali significa fare comunità, riconoscersi simili». In un'epoca di crescenti frammentazioni, il teatro si propone dunque come una forma di "cura" collettiva. L'obiettivo dichiarato da Marrale è ambizioso: offrire ai cittadini «un teatro che cura e che unisce», capace di dare voce alle fragilità e attivare processi di empatia necessari per una società più giusta. Tre storie per un unico messaggio Il palcoscenico è diventato lo specchio delle sfide del nostro tempo attraverso le performance di tre compagnie di teatro sociale:
  • L’Accoglienza: La Compagnia Wolden ha portato in scena "Fate i Tuoni", rievocando lo sbarco della nave Ararat e l'esemplare storia di accoglienza del borgo di Badolato.
  • La Salute e le Dipendenze: Con "Il Giuocatore", la Compagnia 2Giga ha esplorato senza moralismi l’oscuro labirinto della ludopatia, stimolando una riflessione profonda sulla dipendenza.
  • L'Uguaglianza: Il monologo "Finisce per A" della Compagnia Lady Godiva, dedicato alla pioniera Alfonsina Strada, ha celebrato il coraggio dell'emancipazione femminile e la parità di genere.
Questi temi, pur nella loro complessità, hanno ribadito la visione del Festival: la felicità appartiene a tutti e va difesa e celebrata insieme. Uno sguardo al futuro: moltiplicare il volontariato culturale Il grande riscontro di pubblico e la partecipazione attiva della madrina Claudia Campagnola hanno confermato che la strada intrapresa è quella corretta. Per questo motivo, la seconda edizione del Festival è già in cantiere. Tuttavia, l'impegno del MoVI Lazio non si esaurisce con un singolo evento. La sfida lanciata dal Presidente Marrale è quella di moltiplicare le iniziative di volontariato culturale su tutto il territorio regionale, rendendo i progetti di solidarietà e inclusione una pratica quotidiana. La nostra sede di Via del Casaletto 400 rimane uno spazio aperto per associazioni, volontari e cittadini che vogliono trasformare le idee in azioni concrete. Invitiamo tutti a unirsi a questa rete: perché il diritto alla felicità diventi realtà, serve l'impegno di ognuno di noi.

Nessuno può essere felice da solo – Impegni del MoVI per i prossimi anni

DUE PRINCIPI A FONDAMENTO DI TUTTO: FELICITÀ E UGUAGLIANZA Nel mondo in quale viviamo crescono le divisioni, aumentano le discriminazioni, avanzano le violenze come strumenti per risolvere i problemi, si riducono le libertà in nome di una falsa sicurezza. Noi vogliamo rispondere rilanciando l’idea di una cittadinanza planetaria fondata sul diritto alla felicità di ogni persona, sulla solidarietà e l'inclusione, sulla pace e il rispetto del pianeta e del suo delicato ecosistema. Dunque mentre costruiamo indirizzi per il comune impegno nel MoVI dobbiamo chiederci quale contributo possiamo dare come volontari per il cambiamento di questo mondo. Non vogliamo essere un volontariato che fa il “barelliere della storia”, che si limita a curare le ferite della vita sociale, vogliamo essere un volontariato politico – nel senso alto di questo termine – che attraverso le sue azioni concrete di aiuto, lotta per eliminare le cause dell’esclusione sociale, del malessere individuale e collettivo, della disperazione. Al cuore di questo documento e degli impegni che vogliamo prenderci abbiamo deciso di porre alcuni diritti che ci stanno particolarmente a cuore e per i quali operiamo ogni giorno nelle diverse forme del nostro volontariato. A fondamento di questi diritti ci sono due principi importanti. Innanzitutto la felicità, che è alla base di tutte le costituzioni democratiche e che è la legittima aspirazione di ogni individuo a sviluppare pienamente se stesso e ad avere relazioni significative con le altre persone nella società. Il secondo principio è l’uguaglianza, espresso dalle parole della nostra Costituzione secondo cui la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. DIRITTO ALLA VITA E ALLA SALUTE Il diritto a nascere, crescere e vivere sani riguarda tutti i cittadini che vogliono perseguire il benessere fisico e psichico proprio e degli altri. Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) la salute è uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia” ed è in quest’ottica che il MoVI la promuove in tutte le sue forme, organizzando i cittadini perché possa essere un diritto realmente esigibile per tutte le persone. In questa visione, diviene essenziale coltivare un rapporto più corretto con la natura e le sue risorse, che essendo finite vanno salvaguardate per garantire vivibilità e salute anche alle prossime generazioni. Con questa visione, il MoVI assume i seguenti impegni. Il MoVI si impegna a livello nazionale, regionale e territoriale a promuovere le case della comunità come luogo di riferimento della comunità dove far convergere l’impegno per la salute di tutti (soprattutto per la prima infanzia e le famiglie), sostenendo le associazioni attive nella costruzione partecipata di questi luoghi. Il MoVI si impegna a livello di reti territoriali a promuovere azioni di salvaguardia e cura dell’ambiente, dei luoghi della vita collettiva e del patrimonio culturale, coinvolgendo tutte le generazioni e sostenendo le istanze delle giovani generazioni. Il MoVI si impegna a livello di rete nazionale a sollecitare la piena attuazione di politiche a sostegno della genitorialità, a partire da una equa distribuzione nel Paese dei servizi per la prima infanzia.   DIRITTO A VIVERE IN PACE La pace non è semplice assenza di guerra. Essa è fondata sulla libertà e la giustizia ed è condizione essenziale ed espressione di tutti i diritti umani e sociali. Tutela la vita e la dignità di ogni persona, consente il pieno sviluppo di ciascuno, l’esercizio delle libertà e della partecipazione. La pace è quotidianità se attiva azioni nonviolente tutti i giorni, se conserva la memoria della scelta democratica, se trasforma i confini in ponti che favoriscono scambi e contaminazione. Per il contesto italiano implica l’alimentazione del sogno europeo e l’apertura al dialogo euro-mediterraneo, favorendo la nascita di un Movimento del Volontariato Euro-Mediterraneo, coinvolgendo le organizzazioni dei cittadini e delle cittadine dell’area del Mediterraneo. Con questa visione, il MoVI assume i seguenti impegni. Il MoVI si impegna a livello di rete nazionale a sostenere l’azione e lo sviluppo del Movimento Europeo di Azione Nonviolenta (MEAN), a partire dall’impegno per la difesa della popolazione ucraina e la promozione dei corpi civili di pace europei. Il MoVI si impegna a livello di reti territoriali a promuovere l’educazione alla pace e alla gestione nonviolenta dei conflitti e a diffondere conoscenza e pratiche della Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) come modello di difesa civile che si basa sull'utilizzo di metodi nonviolenti, partecipativi e dal basso per proteggere un territorio, la sua popolazione e le sue istituzioni da aggressioni esterne o interne. Il MoVI si impegna come ente del Servizio Civile Universale perché i progetti di impiego permettano ai ragazzi e alle ragazze di sperimentare azioni concrete di difesa Popolare Nonviolenta e di difesa civile.   DIRITTO ALL’EDUCAZIONE L'educazione è un diritto umano inalienabile e un bene comune, essenziale per costruire società giuste, pacifiche e sostenibili. È un potente strumento per promuovere l’uguaglianza e inclusione, in grado di favorire il pieno sviluppo di ogni individuo, specialmente se povero di risorse. È essenziale in tutto l’arco della vita, dall’infanzia all’età anziana, per vivere e crescere in un mondo complesso e in continuo cambiamento, esercitando una cittadinanza consapevole e attiva. È un impegno inderogabile delle istituzioni pubbliche – a cui chiediamo che l’istruzione sia libera e gratuita – e insieme una responsabilità di comunità educanti, dove ogni ambiente (famiglia, scuola, luogo di lavoro e tempo libero) diventa uno spazio di crescita nella reciprocità. Con questa visione, il MoVI assume i seguenti impegni. Il MoVI si impegna a livello delle reti nazionale, regionali e territoriali a sostenere lo sviluppo e la diffusione delle pratiche di scuole aperte partecipate, espressione della responsabilità collettiva di istituzioni e cittadini per un’educazione democratica e inclusiva e a diffondere l’utilizzo degli spazi scolastici in orario extrascolastico con il supporto responsabile dei genitori e degli ex-studenti uscenti che possono avere la fiducia della istituzione scolastica. Il MoVI si impegna a livello delle reti nazionale, regionali e territoriali a chiedere alle istituzioni pubbliche politiche più efficaci e finanziate per l’educazione a tutte le età, con l’obiettivo primario di contrastare la povertà educativa dei minori e degli adulti e a sostenere la creazione delle reti territoriali per l’apprendimento permanente. Il MoVI si impegna a livello di reti territoriali a sostenere le iniziative tese a costruire percorsi efficaci di orientamento al lavoro e a facilitare l’accesso all’occupazione dei giovani con particolare attenzione alle donne.   DIRITTO ALLA CITTADINANZA La cittadinanza non è fatta solo di diritti amministrativi e politici, ma anche di possibilità di vita per le persone fragili per rimuovere, come dice la nostra Costituzione,“ gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione” alla vita civile del Paese. L’accoglienza di chi fugge da guerre, povertà e cambiamenti climatici è il primo atto per rendere giustizia alle persone e il riconoscimento della cittadinanza italiana in tempi più brevi e certi consente di ridurre il rischio di disuguaglianze ed emarginazione sociale e favorisce lo sviluppo di una società più coesa e sicura. Il diritto alla piena cittadinanza riguarda anche tutte le persone – italiane e straniere – che sono escluse dalla vita collettiva per problemi legati alla casa, al lavoro, all’età o alle condizioni di salute. In questa prospettiva, è fondamentale riconoscere che le forme di esclusione e discriminazione non agiscono in modo isolato, ma si intersecano e si rafforzano a vicenda. Ad esempio, una persona anziana che è anche donna, migrante, e con disabilità, può affrontare ostacoli multipli e unici nell'accesso ai servizi, al lavoro e alla partecipazione sociale. Pertanto, l'impegno del MoVI deve considerare queste intersezioni, sviluppando strategie che affrontino le cause complesse e sovrapposte di disuguaglianza. Con questa visione, il MoVI assume i seguenti impegni. Il MoVI si impegna a livello nazionale, regionale e territoriale per l’estensione del diritto di cittadinanza e perciò ha scelto di partecipare alla campagna referendaria promuovendo la partecipazione al voto e il SI al quesito referendario ed alle successive azioni. Il MoVI opera a livello di reti territoriali per favorire l’accoglienza e l’inclusione sociale, supportando e co-progettando azioni svolte dalle associazioni per promuovere i diritti fondamentali delle persone più fragili in un’ottica di intersezionalità e si impegna a tutti i livelli in campagne di sensibilizzazione contro il razzismo, il sessismo, l’esclusione sociale e culturale. Il MoVI si impegna ad aprire le proprie organizzazioni alla più ampia partecipazione, proponendosi come “scuola di cittadinanza" perché sempre più persone possano sperimentare l’azione solidale, le nuove relazioni di comunità, la partecipazione ad una rete attiva per migliorare il mondo. Per questo intendiamo formarci e rivedere le nostre modalità organizzative per diventare capaci di invitare, accogliere e accompagnare nuove persone nelle nostre realtà. Ci impegniamo, in particolare, a orientare il Servizio Civile Universale nei nostri enti come scuola di cittadinanza per i ragazzi e le ragazze.   DIRITTO A VIVERE IN TERRITORI ACCOGLIENTI E RELAZIONALI Vivere in contesti di fiducia, collaborazione e solidarietà, dove ogni persona è accolta per quello che è, è cruciale per lo sviluppo individuale e per costruire una società tollerante, aperta e pacifica, capace di crescere in modo inclusivo e sostenibile. Tessere legami rispettosi previene l'esclusione, promuove il benessere personale e alimenta una cultura di aiuto reciproco. Questa prospettiva di solidarietà si estende anche alle associazioni della società civile, favorendo una cultura aperta in cui tutti possono contribuire alla vita collettiva e si diffonde verso il mondo intero. In questa visione, i servizi territoriali – dal welfare sanitario ed educativo ai centri di aggregazione per tutte le generazioni – diventano strumenti essenziali di coesione. Con questa visione, il MoVI assume i seguenti impegni. Il MoVI si impegna a livello delle sue reti nazionale, regionali e territoriali a operare nella prospettiva dei “legami che fanno bene”, slogan che rappresenta la volontà di svolgere qualsiasi attività di volontariato con l’obiettivo di far crescere i legami fra le persone e fra i gruppi, promuovere relazioni di comunità basate su fiducia e cooperazione e costruire comunità coese e accoglienti. Il MoVI si impegna a livello delle reti territoriali a favorire la trasformazione dei centri anziani in “Case sociali delle persone anziane e del quartiere”, luoghi di socialità e di co-progettazione per il bene comune del territorio che possono integrare e partecipare alla costruzione delle “Case della Comunità”.   DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE La libertà di espressione è fondamento della democrazia: garanzia universale per manifestare il pensiero con ogni mezzo. È essenziale per la partecipazione consapevole, il giudizio critico e una società plurale. Questa libertà è concreta quando tutela il dibattito aperto, valorizza le diverse opinioni e resiste a censure e oppressioni. Per l'Italia, implica costante vigilanza contro un eccessivo controllo politico sui media o politiche repressive delle proteste pubbliche. Va nutrita con un giornalismo libero e indipendente, proteggendo ogni espressione pacifica quale baluardo di verità e partecipazione democratica. Con questa visione, il MoVI assume i seguenti impegni. Il MoVI si impegna come rete nazionale, regionali e territoriali a sostenere e solidarizzare con i gruppi – specie quelli promossi da giovani – che si battono con forme di protesta nonviolente per la tutela dei diritti fondamentali, per la giustizia ambientale e contro il cambiamento climatico, collaborando con loro nei modi di volta in volta possibili. DIRITTO ALL’ACCESSO ALL’INNOVAZIONE PER TUTTI In questo passaggio di epoca le sorti del mondo sono sempre più legate all’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Proprio per questo, è più alto il rischio di nuove povertà e nuove esclusioni, generando divisioni marcate fra chi detiene risorse culturali e tecnologiche e chi no, tra i paesi del Sud e il Nord del mondo, tra i poveri ed i ricchi negli stessi paesi. Gli strumenti tecnologici come l’intelligenza artificiale rappresentino una opportunità per lo sviluppo della collettività a tutti i livelli solo se governati dall’interesse generale e indirizzati verso lo sviluppo dell’umanità e di condizioni di vita migliori. Con questa visione, il MoVI assume i seguenti impegni. Il MoVI si impegna a livello delle reti regionali in azioni per garantire a tutte e a tutti indistintamente l’uso degli strumenti scientifici e tecnologici più evoluti. Il MoVI si impegna a livello delle reti territoriali nella diffusione e l’uso consapevole delle tecnologie da parte delle organizzazioni di volontariato, attraverso la formazione dei volontari e delle volontarie per un uso sociale e partecipato delle stesse e assumendo un approccio educativo rivolto ai giovani.   LA DIMENSIONE INTERNA DEL MOVIMENTO In quest’ultima sezione elenchiamo alcuni impegni con cui vogliamo caratterizzare la dimensione organizzativa del Movimento ai vari livelli (rete nazionale, reti regionali, reti territoriali). Il MoVI si impegna a tutti i livelli a sviluppare e diffondere le reti di gruppi, per costituire sempre più una “casa comune del volontariato” nelle diverse forme con cui questo è presente nel Paese. Le reti non sono “proprietà” dei gruppi che le promuovono, ma devono essere aperte e in ricerca di sempre nuovi gruppi che – qualunque sia la loro forma – esprimano la vitalità dell’impegno gratuito dei volontari. Il MoVI si impegna a livello delle reti nazionali, regionali e territoriali a rinnovare profondamente la propria classe dirigente, favorendo l’ingresso di nuovi volontari negli organismi di governo e il ricambio dei responsabili che esercitano il loro ruolo da molti anni. Il MoVI si impegna a livello delle reti nazionale, regionali e territoriali a favorire l’assunzione di responsabilità negli organismi da parte delle donne e dei giovani, adottando le più opportune strategie culturali, organizzative, di comunicazione e di relazione per raggiungere questo obiettivo.

Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane

A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI, Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti si rivolgono con un appello al Parlamento, al presidente della Repubblica, al ministero della Giustizia e ai magistrati di sorveglianza.

Il 6 febbraio 2026, a Roma, assemblea pubblica sullo stato delle carceri italiane

A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI, ⁠Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti lanciano un appello – intitolato “Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane” – in cui chiedono un provvedimento di clemenza che riduca il numero dei detenuti nelle carceri italiane.

La condizione negli istituti penitenziari italiani è drammatica. Si contano circa 63.500 detenuti stipati nei 46.500 posti effettivamente disponibili. Nel 2025 ci sono già stati 74 suicidi di persone detenute (oltre a due suicidi di agenti di polizia penitenziaria e due di operatori sociali) e 47 decessi le cui cause sono ancora da accertare. Nel 2024 i Tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 5.800 istanze per condizione di detenzione disumana e degradante, contraria all'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani sulla proibizione della tortura. Il carcere si è chiuso drammaticamente all’esterno, i detenuti trascorrono in celle inabitabili quasi l’intera giornata e la comunità esterna è disincentivata a collaborare. Una situazione che crea uno stato di frustrazione e burnout anche nelle persone che lavorano all’interno del contesto penitenziario.

Per queste ragioni i promotori dell’appello si rivolgono al Parlamento perché approvi un provvedimento di clemenza che permetta la riduzione immediata del numero dei reclusi, al presidente della Repubblica perché eserciti una consistente concessione di grazie come alcuni dei suoi predecessori, ai magistrati di sorveglianza affinché concedano per questo Natale tutti i giorni di permesso premio disponibili ai detenuti che già ne godono. Inoltre, si invita il ministero della Giustizia a umanizzare, come sancito dalla Costituzione e dalle convenzioni per i diritti dell’uomo, e modernizzare l’esecuzione della pena, e ad aprire il più possibile il carcere al mondo del volontariato, alle associazioni, alle cooperative, agli enti locali, alle scuole, alle università.

L’iniziativa viene presentata anche in vista del Giubileo dei detenuti che si svolgerà dal 12 al 14 dicembre del 2025 In Vaticano. Le parole usate da papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo 2025 sono chiare: “Propongo ai Governi che nell’Anno del Giubileo si assumano iniziative che restituiscano speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società; percorsi di reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi”. Un’esortazione a cui, ad oggi, non è stato dato alcun seguito concreto.

I promotori dell’appello danno, poi, appuntamento a tutti coloro – associazioni di volontariato, enti del terzo settore, operatori, volontari, cittadini, organizzazioni della società civile – che ritengono che da questa drammatica situazione si debba uscire una volta per tutte, e che sono disponibili a dare un loro contributo, a partecipare all’assemblea pubblica che si svolgerà il 6 febbraio 2026 a Roma.

"La crisi delle carceri italiane - ricorda il presidente del MoVI, Gianluca Cantisani - non è un’emergenza interna al sistema penitenziario: è una questione sociale che riguarda tutti. La clemenza è uno strumento concreto per restituire dignità a persone oggi private non solo della libertà, ma spesso anche di condizioni di vita accettabili. Con la nostra esperienza nel mondo del volontariato lo abbiano notato spesso: dove la comunità entra in contatto con le persone, si riduce l'isolamento e aumentano le possibilità reali di cambiamento. Uomini tra gli uomini. Il Giubileo dei detenuti è l'occasione per avviare una riforma delle condizioni nelle carceri italiane. Ogni essere umano ha il diritto di essere rispettato, compreso e aiutato nella reimmissione sociale. Umanizzare la pena significa rafforzare la giustizia sociale.

Conferenza 2025

Si terrà a Frascati dal 27 al 29 giugno 2025, la Conferenza Nazionale del MoVI. Momento triennale di incontro per leggere insieme i segni dei tempi e definire le linee su cui proseguire il cammino del nostro Movimento, sarà occasione per riflettere insieme sul complesso momento che stiamo attraversando e dare nuova forza al nostro impegno per una società più giusta, più solidale, più rispettosa del pianeta. Sono invitati a partecipare i rappresentati di tutti gruppi che aderiscono alla nostra rete o che ci sono vicini.
Scarica doc in PDF:
LANCIO DELLA CONFERENZA | DOCUMENTO DI INDIRIZZO INFO E LOGISTICA | SCARICA IL PROGRAMMA
SCHEDE STAND INFORMATIVI

Programma

VENERDÌ 27 GIUGNO
16:30 AVVIO DEI LAVORI: introduzione e presentazione della Conferenza
16:40 Il contributo del Volontariato alla Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) : laboratorio animato da Mercedes Mas (Casapace Milano), per comprendere il senso di una strategia di azione per la Pace che può valorizzare il nostro impegno quotidiano di volontari e avviare una riflessione su cosa può fare il MoVI come movimento.
18:30 Conclusioni a cura di Marianella Sclavi (MEAN-Movimento di Azione Nonviolenta) e promozione del Giubileo della Pace a Kiev
19.30 Cena
21.00 AAA Sognatori e visionari cercasi (1a parte) serata dedicata a conoscerci e a capire chi siamo e in che direzioni siamo lanciati.
  SABATO 28 GIUGNO
08:45 Introduzione animata alla giornata
09:00 TRE SFIDE DELL’OGGI (E DEL DOMANI) Silvia Nanni (pedagogista dell'Università de L'Aquila) La comunità come pratica del noi. Fiorire tutti/e e ciascuno/a Pier Virgilio Dastoli (presidente in Italia del Movimento Europeo) Spazi di responsabilità dei cittadini per un’Europa solidale Sara Segantin: (attivista e narratrice, tra le fondatrici di Fridays For Future) Volontariato e lotta contro l’emergenza climatica: quali connessioni? 
10.40 Pausa
11.00 Sottogruppi di approfondimento e confronto (accompagnati da facilitatori) Quali possibili ricadute e indicazioni concrete sui temi presentati per l’azione del MoVI? Condivisione in plenaria dei lavori dei sottogruppi
12.45 Commenti e riflessioni dei relatori
13:30 Pranzo
15.00 Indirizzi e orientamenti per il MoVI dei prossimi anni Lavoro partecipato (“tipo” open space)  a partire dal Documento d’Indirizzo.
18.00 AAA Sognatori e visionari cercasi (2a parte) Riuniti in carovane costruiamo ponti e programmiamo scambi e collaborazioni tra gruppi e reti MoVI che condividono un comune tema/area di impegno.
20.00 Cena
21.30 Bolle per adulti! di e con Fabio Saccomani spettacolo di satira politica e bolle di sapone. Colonialismo, vendita di armi, sfruttamento e potere sono i temi affrontati e declinati in modo comico, caustico e irriverente…
  DOMENICA 29 GIUGNO
08:30 Introduzione animata alla giornata
08:45 InformaMoVI  stand informativi su progetti e proposte del MoVI (vedi sotto elenco degli stand)
10.00 Siamo MoVImento plenaria animata di confronto e dibattito sul documento di indirizzo (con pausa ore 11.00)
12.00 Conclusioni e lancio dei prossimi passi a cura del presidente Gianluca Cantisani
12.45 Pranzo
14.10 Partenze
 

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