Il diritto alla felicità non è un concetto astratto, ma un obiettivo concreto che si costruisce attraverso l’incontro, l’ascolto e la partecipazione. Con questo spirito è nata la prima edizione del Festival del Diritto alla Felicità, una rassegna di teatro solidale promossa da MoVI Lazio che dall’8 al 10 dicembre ha animato il Teatro Porta Portese di Roma. Sotto la direzione artistica di Lucia Ciardo e con il patrocinio del Municipio XII, l’iniziativa ha dimostrato come la cultura possa essere un potente collante sociale.

Una “Cultura che Cura”

L’evento non è stato concepito solo come una serie di rappresentazioni, ma come un vero e proprio atto civile. Come sottolineato dal Presidente del MoVI Lazio, Maurizio Marrale: «Questa manifestazione non è soltanto un evento artistico, ma un atto politico e sociale. Portare le persone negli spazi teatrali significa fare comunità, riconoscersi simili».

In un’epoca di crescenti frammentazioni, il teatro si propone dunque come una forma di “cura” collettiva. L’obiettivo dichiarato da Marrale è ambizioso: offrire ai cittadini «un teatro che cura e che unisce», capace di dare voce alle fragilità e attivare processi di empatia necessari per una società più giusta.

Tre storie per un unico messaggio

Il palcoscenico è diventato lo specchio delle sfide del nostro tempo attraverso le performance di tre compagnie di teatro sociale:

  • L’Accoglienza: La Compagnia Wolden ha portato in scena “Fate i Tuoni”, rievocando lo sbarco della nave Ararat e l’esemplare storia di accoglienza del borgo di Badolato.
  • La Salute e le Dipendenze: Con “Il Giuocatore”, la Compagnia 2Giga ha esplorato senza moralismi l’oscuro labirinto della ludopatia, stimolando una riflessione profonda sulla dipendenza.
  • L’Uguaglianza: Il monologo “Finisce per A” della Compagnia Lady Godiva, dedicato alla pioniera Alfonsina Strada, ha celebrato il coraggio dell’emancipazione femminile e la parità di genere.

Questi temi, pur nella loro complessità, hanno ribadito la visione del Festival: la felicità appartiene a tutti e va difesa e celebrata insieme.

Uno sguardo al futuro: moltiplicare il volontariato culturale

Il grande riscontro di pubblico e la partecipazione attiva della madrina Claudia Campagnola hanno confermato che la strada intrapresa è quella corretta. Per questo motivo, la seconda edizione del Festival è già in cantiere.

Tuttavia, l’impegno del MoVI Lazio non si esaurisce con un singolo evento. La sfida lanciata dal Presidente Marrale è quella di moltiplicare le iniziative di volontariato culturale su tutto il territorio regionale, rendendo i progetti di solidarietà e inclusione una pratica quotidiana.

La nostra sede di Via del Casaletto 400 rimane uno spazio aperto per associazioni, volontari e cittadini che vogliono trasformare le idee in azioni concrete. Invitiamo tutti a unirsi a questa rete: perché il diritto alla felicità diventi realtà, serve l’impegno di ognuno di noi.

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