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Volontariato: dalla ricerca alle proposte. Dal convegno MoVI emerge la richiesta di un cambio di paradigma

Dalla ricerca, oltre metà dei volontari boccia la riforma del Terzo Settore: burocrazia, squilibri e perdita di senso civico. Tre le priorità: semplificare, includere l’informale, rilanciare la partecipazione democratica. Non solo una fotografia critica dello stato del volontariato in Italia, ma anche un’agenda di cambiamento concreta. È questo il messaggio emerso dal convegno nazionale “Il volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore”, promosso dal MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna - Centro di Ricerca Maria Eletta Martini (MEM), alla Fondazione Emanuela Zancan, alla Fondazione per la Coesione Sociale ETS e al Centro di ricerca Maria Eletta Martini, che si è svolto a Pisa il 17 e 18 aprile. Al centro del confronto, i risultati della ricerca nazionale presentata nel corso della prima giornata, che ha evidenziato una diffusa insoddisfazione tra i volontari rispetto all’impatto della Riforma: oltre la metà degli intervistati esprime infatti un giudizio negativo, segnalando un aumento della burocrazia, una crescente difficoltà operativa per le associazioni e un progressivo allontanamento tra impianto normativo e realtà dei territori. Su questi dati si sono  sviluppati i contributi del  mondo accademico, istituzionale e del Terzo Settore. Le riflessioni emerse hanno confermato come le criticità rilevate dalla ricerca non siano episodiche, ma strutturali: dalla “gabbia burocratica” percepita dalle organizzazioni alla trasformazione del volontariato in senso sempre più professionalizzato, fino a un rapporto con la pubblica amministrazione spesso vissuto come squilibrato e poco collaborativo o riservato solo alle realtà più strutturate. Le proposte: semplificazione e nuove relazioni - Per il MoVI, il confronto di questi giorni rafforza la necessità di un cambio di paradigma. Non si tratta solo di correggere alcuni aspetti tecnici della normativa, ma di ripensare il ruolo stesso del volontariato nel sistema sociale e nel terzo settore Tre le proposte presentate dal presidente Gianluca Cantisani al termine del convegno: 
  1. Rilanciare il volontariato civico: come forma di advocacy verso le istituzioni e come partecipazione democratica e cura dei beni comuni, distinta dalla gestione di servizi.
  2. Riformare il Codice del Terzo Settore: per semplificare gli adempimenti per le realtà del volontariato più piccole e spontanee e chiarire meglio i confini tra le diverse forme giuridiche.
  3. Riconoscere il volontariato informale — la proposta indicata come politicamente più urgente per colmare il deficit di democrazia che l’interpretazione del codice sta creando nel paese— introducendo nel Codice uno spazio per le aggregazioni spontanee e un percorso graduale verso la formalizzazione del loro ruolo.
Nei prossimi mesi il MoVI elaborerà gli approfondimenti delle proposte, da condividere con gli altri amici dei terzo settore e da presentare al legislatore. Accanto a questo, il convegno ha sottolineato l’importanza di rafforzare gli spazi di coordinamento con le reti del volontariato, promuovendo forme di collaborazione più strutturate e continuative che permettano di superare logiche competitive e valorizzare il radicamento territoriale delle associazioni. L’obiettivo indicato è chiaro: restituire al volontariato la sua funzione originaria di “perno della vita democratica”, generatore di legami sociali e coesione nei territori, superando una fase in cui l’eccesso di adempimenti da una parte e la prevalente attenzione ai fattori economici e produttivi del terzo settore,  rischiano di comprimere la dimensione relazionale e trasformativa dell’impegno volontario. Accanto a questo, il MoVI ritiene fondamentale rafforzare gli spazi di coordinamento con le reti del volontariato, promuovendo forme di collaborazione più strutturate e continuative che permettano di superare logiche competitive e valorizzare il radicamento territoriale del volontariato. Il convegno di Pisa,  si chiude come momento di analisi, e può essere  punto di partenza per costruire una proposta politica e culturale condivisa, capace di rimettere al centro il valore sociale del volontariato e la sua funzione pubblica.

Il volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore -PISA 17-18 aprile 2026

Appuntamento a PISA il 17-18 aprile 2026 per il convegno "Il volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore" organizzato dall’Università Sant'Anna di Pisa, nell'ambito di un progetto che vede il MoVI come partner per riflettere sull'impatto della riforma del terzo settore sul mondo del volontariato a 10 anni dalla promulgazione della nuova normativa. Un seminario di studio che partirà dalla presentazione dei primi risultati della ricerca da noi promossa con il prof. Accorinti dell'università Roma III, in cui molti di voi sono stati coinvolti. A seguire riflessioni di taglio giuridico su tre aspetti chiave:
  • Il volontariato e il Terzo Settore
  • Il volontariato e il settore pubblico
  • Il volontariato e i volontariati? Studio intorno agli “aggettivi” del volontariato.
L'incontro rappresenta per noi del MoVI una tappa di riflessione nel percorso verso la nostra assemblea di settembre '26, per approfondire la visione che abbiamo del volontariato di domani ed elaborare proposte per miglioramento la legge che saranno presentate entro l'autunno. Scarica la locandina

Conferenza 2025

Si terrà a Frascati dal 27 al 29 giugno 2025, la Conferenza Nazionale del MoVI. Momento triennale di incontro per leggere insieme i segni dei tempi e definire le linee su cui proseguire il cammino del nostro Movimento, sarà occasione per riflettere insieme sul complesso momento che stiamo attraversando e dare nuova forza al nostro impegno per una società più giusta, più solidale, più rispettosa del pianeta. Sono invitati a partecipare i rappresentati di tutti gruppi che aderiscono alla nostra rete o che ci sono vicini.
Scarica doc in PDF:
LANCIO DELLA CONFERENZA | DOCUMENTO DI INDIRIZZO INFO E LOGISTICA | SCARICA IL PROGRAMMA
SCHEDE STAND INFORMATIVI

Programma

VENERDÌ 27 GIUGNO
16:30 AVVIO DEI LAVORI: introduzione e presentazione della Conferenza
16:40 Il contributo del Volontariato alla Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) : laboratorio animato da Mercedes Mas (Casapace Milano), per comprendere il senso di una strategia di azione per la Pace che può valorizzare il nostro impegno quotidiano di volontari e avviare una riflessione su cosa può fare il MoVI come movimento.
18:30 Conclusioni a cura di Marianella Sclavi (MEAN-Movimento di Azione Nonviolenta) e promozione del Giubileo della Pace a Kiev
19.30 Cena
21.00 AAA Sognatori e visionari cercasi (1a parte) serata dedicata a conoscerci e a capire chi siamo e in che direzioni siamo lanciati.
  SABATO 28 GIUGNO
08:45 Introduzione animata alla giornata
09:00 TRE SFIDE DELL’OGGI (E DEL DOMANI) Silvia Nanni (pedagogista dell'Università de L'Aquila) La comunità come pratica del noi. Fiorire tutti/e e ciascuno/a Pier Virgilio Dastoli (presidente in Italia del Movimento Europeo) Spazi di responsabilità dei cittadini per un’Europa solidale Sara Segantin: (attivista e narratrice, tra le fondatrici di Fridays For Future) Volontariato e lotta contro l’emergenza climatica: quali connessioni? 
10.40 Pausa
11.00 Sottogruppi di approfondimento e confronto (accompagnati da facilitatori) Quali possibili ricadute e indicazioni concrete sui temi presentati per l’azione del MoVI? Condivisione in plenaria dei lavori dei sottogruppi
12.45 Commenti e riflessioni dei relatori
13:30 Pranzo
15.00 Indirizzi e orientamenti per il MoVI dei prossimi anni Lavoro partecipato (“tipo” open space)  a partire dal Documento d’Indirizzo.
18.00 AAA Sognatori e visionari cercasi (2a parte) Riuniti in carovane costruiamo ponti e programmiamo scambi e collaborazioni tra gruppi e reti MoVI che condividono un comune tema/area di impegno.
20.00 Cena
21.30 Bolle per adulti! di e con Fabio Saccomani spettacolo di satira politica e bolle di sapone. Colonialismo, vendita di armi, sfruttamento e potere sono i temi affrontati e declinati in modo comico, caustico e irriverente…
  DOMENICA 29 GIUGNO
08:30 Introduzione animata alla giornata
08:45 InformaMoVI  stand informativi su progetti e proposte del MoVI (vedi sotto elenco degli stand)
10.00 Siamo MoVImento plenaria animata di confronto e dibattito sul documento di indirizzo (con pausa ore 11.00)
12.00 Conclusioni e lancio dei prossimi passi a cura del presidente Gianluca Cantisani
12.45 Pranzo
14.10 Partenze
 

In collaborazione con

MoVI CliCK WeeK! Una settimana per noi

Da sabato 8 a sabato 16 giugno 2024 è la MoVI CliCK WeeK Una settimana dedicata ai "legami che fanno bene", un'occasione per ritrovarci, riconnetterci e festeggiare il nostro essere volontari, impegnati ogni giorno per trasformare le nostre comunità e il mondo che ci circonda. Come diceva il nostro fondatore Luciano Tavazza, siamo qui per "sperimentare ciò che di più umano ancora non è stato sperimentato". In un tempo difficile, in cui "l'umano" è messo alla prova dal ritorno dell'ideologia della guerra, che calpesta il diritto alla vita e distrugge inutilmente risorse e speranze, e dalla catastrofe ambientale, che minaccia il diritto al futuro delle nuove generazioni e alimenta le disuguaglianze, siamo qui a ribadire che c'è una sola strada da percorrere: la Strada della solidarietà! Perché dai problemi ne possiamo uscire soltanto insieme. È la Strada che percorriamo tutti i giorni, tessendo intorno a noi e nelle nostre comunità quei legami che fanno bene, che sono la trama che sostiene e rende possibile il mondo migliore che insieme vogliamo costruire.

ALCUNI APPUNTAMENTI

Sabato 8
Domenica 9
Lunedì 10
  • AVEZZANO: ore 17, incontro con le associazioni del territorio.
  • UDINE:  dalle 18 alle 19.30, AperiMoVI  in via Derna 19, presso parrocchia San Domenico. Per conoscersi e conoscere i progetti MOVI. Saranno presenti Luca e Giorgio per supporto a chi serve anche per gli altri adempimenti da fare entro il 30 giugno (deposito bilanci, aggiornamento dati associativi).
  • REGGIO CALABRIA: ore 18, assemblea della rete territoriale (volantino)
  • TERMINI IMERESE: alle ore 16 presso i locali dell’Istituto Boccone del Povero in Piazza San Francesco alla Gancia Giornata di “legami che fanno bene”  (volantino)
Martedì 11
  • L'AQUILA: ore 17, incontro con le associazioni del territorio in via Saragat presso "casa del volontariato"
Mercoledì 12
Giovedì 13
Venerdì 14
Sabato 15

INOLTRE ....

MOVI ABRUZZO: Per tutta la settimana porte aperte per chi ha bisogno di una mano con gli adempimenti RUNTS. Per prendere appuntamento telefonare a 335 6126  

Il futuro dell’Europa passa per Kiev

Il futuro dell’Europa passa per Kiev. E c’è bisogno del nostro contributo perché sia un futuro di pace Il MoVI sostiene e e partecipa al progetto MEAN, il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta (vedi https://projectmean.it)  riconoscendosi nei valori e negli obiettivi del movimento, coerenti con la scelta nonviolenta bene espressa nel nostro statuto e con la convinzione che non c' è futuro senza pace, solidarietà e attenzione al pianeta, nostra casa comune. Dall'11 e 12 luglio MEAN torna a KIEV per pregare insieme, chiedere la fine dell’aggressione all’Ucraina e l’istituzione dei Corpi Civili di Pace Europei. Il MoVi invita la rete degli aderenti, gli amici e tutte le persone interessate a partecipare alla mobilitazione: è possibile partecipare personalmente alla missione oppure sostenere diffondendone notizia, raccogliendo fondi, organizzando momenti di sensibilizzazione nel proprio territorio.
Per informazioni: info@projectmean.it - 347.4509944

Basta favori ai mercanti di armi – difendiamo la 185

Il MOVI, insieme a decine di organizzazioni della società civile riunite nel coordinamento “Basta favori ai mercanti di armi”, lanciano una mobilitazione per chiedere al Parlamento di non peggiorare i meccanismi di autorizzazione e controllo e i presidi di trasparenza sull'esportazione di armamenti previsti dalla legge 185 del 1990. "In un momento così drammatico della nostra storia", afferma il presidente nazionale Gianluca Cantisani, "sembrano prevalere istanze primordiali, inseguendo l'illusione che ci si possa salvare alzando muri, armandosi, mostrando i muscoli. Ormai tutti abbiamo sempre più chiaro che l’unica strada per la pace e la sicurezza è la strada della nonviolenza: risolvere i problemi e i conflitti con la diplomazia, l'interposizione nonviolenta, l'azione non bellica di pressione, la costruzione di tavoli multilaterali per affrontare seriamente gli squilibri, i disastri ambientali e le diseguaglianze che sono alla radice di ogni guerra. La guerra è una follia!" Difendiamo la trasparenza sull’export di armi italiane.

Firma anche tu la petizione  [CLICCA]

Per approfondire:

Leggi il comunicato stampa

https://retepacedisarmo.org/petizione-basta-favori-ai-mercanti-di-armi-fermiamo-lo-svuotamento-della-legge-185-90/

https://www.bancaetica.it/la-trasparenza-sullexport-delle-armi-e-sulle-banche-armate-e-sotto-attacco-difendiamola/

PROJECT MEAN si parte per KIEV e LEOPOLI

Siamo oramai agli sgoccioli, tutto è pronto per le 70 persone che partiranno alla volta di Kiev e Leopoli per due giorni importanti di condivisione e di proposta, dall’Ucraina per l’Europa. Non è più possibile ignorare la responsabilità che abbiamo come cittadini nel sollecitare le istituzioni ad adottare soluzioni che non portino distruzione e morte, a soluzioni che rispettino il diritto internazionale e l’autodeterminazione dei popoli. Se non bastasse ce lo ricorda l’ultima tragica vicenda in Palestina ed Israele. La missione in Ucraina ha una grossa ambizione nel voler fortemente che l’Europa si doti di strumenti civili popolari come i Corpi Civili di Pace, ce lo hanno detto i nostri interlocutori ucraini quando nel luglio 2022, alla domanda “cosa avremmo dovuto fare noi europei per aiutarvi?” ci hanno risposto: “dovevate venire e scendere per le strade con noi per fermare le colonne armate”. Quasi 300 azioni nonviolente sono state registrate da una ricerca portoghese nelle prime settimane di invasione. Donne, anziani, famiglie tutte in strada a guardare negli occhi i militari russi che con non poco imbarazzo e dopo molte titubanze, si facevano strada sparando in aria per spaventare la gente che li attorniava. E se fossimo stati anche noi migliaia con loro? Come sarebbe andata? Partiamo dunque con questa ambizione, una delegazione composita: rappresentanti di associazioni nazionali e locali, parlamentari, europarlamentari, sindaci e rappresentanti ANCI, giornalisti, musicisti, esperti di nonviolenza e tanti singoli attivisti. Tra questi un bel gruppo aggregato dall'appello del MoVI, di associati e di amici, dodici in tutto.
Per chi volesse seguire a distanza sabato 14 preghiera interreligiosa universale del sabato alle 16: canale YouTube del Masci @masciadultiscout
domenica 15 conferenza internazionale sui Corpi Civili di Pace: diretta sulla pagina Facebook del MEAN @meanprogetto.
 

Fermare la strage, subito! 11 Marzo, anche il MoVI a Cutro

Subito canali legali per entrare in Italia con visto umanitario, solo così si elimina il traffico di esseri umani!

Ci sarà anche il MoVI sulla spiaggia di Cutro il prossimo 11 marzo alle 14.30, per esprimere solidarietà con le vittime del naufragio e con le loro famiglie e per sostenere precise richieste affinché tragedie simili non si verifichino più. La strage di Cutro non è stato un incidente imprevedibile, ma solo l’ultima di una lunghissima serie di tragedie che si potevano e si dovevano evitare. Insieme alle realtà e alle reti promotrici di questa mobilitazione, ci proponiamo di aprire un percorso di iniziative, incontri, manifestazioni, affinché si “inverta la rotta”. Condividiamo e rilanciamo l’analisi e le seguenti proposte. La strage di Cutro non è stato un incidente imprevedibile. È solo l’ultima di una lunghissima serie di tragedie che si dovevano e si potevano evitare. Le persone che partono dalla Turchia, dalla Libia o dalla Tunisia sono obbligate a farlo rischiando la vita a causa dell’assenza di canali sicuri e legali di accesso al territorio europeo. I governi hanno concentrato i loro sforzi solo sull’obiettivo di impedire le partenze, obbligando chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà a rivolgersi ai trafficanti. Se le persone morte nel mare davanti a Cutro avessero potuto chiedere e ottenere un visto umanitario non avrebbero rischiato la vita. Se ci fosse stato un programma di ricerca e salvataggio europeo o italiano, quel terribile naufragio si sarebbe potuto evitare. Sulle responsabilità delle autorità competenti indagherà la magistratura. Ma chi ha responsabilità politiche, in primo luogo il governo, non può ribaltare la realtà e scaricare sulle vittime il peso di una strage che ha visto la perdita di 71 esseri umani che si potevano e si dovevano salvare. È arrivato il momento di dire basta e di fermare le stragi.
  • Chiediamo un’indagine seria che faccia chiarezza su quanto è successo.
  • Chiediamo di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi di frontiera.
  • Chiediamo di realizzare immediatamente un programma europeo di ricerca e salvataggio in tutto il Mediterraneo, e sollecitiamo il governo italiano a chiedere agli altri Stati membri di implementare questo programma.
  • Chiediamo di attivare i visti umanitari previsti dal Regolamento Europeo dei Visti, consentendo così alle persone in fuga da guerre e violenze l’attraversamento delle frontiere europee in sicurezza e legalità.
  • Chiediamo di attivare ogni via d’accesso complementare, a partire dai reinsediamenti, dai corridoi e da altre forme di sponsorship e di ampliare i canali regolari di ingresso, senza usare questi strumenti per giustificare politiche di chiusura e respingimenti delegati a governi non UE.
  • Chiediamo di fermare ogni iniziativa e programma di esternalizzazione delle frontiere e di promuovere accordi bilaterali condizionati dal rispetto dei diritti umani e non dal controllo dei flussi migratori.
A chi non potrà essere a Steccato di Cutro chiediamo di mobilitarsi online scattandosi una foto con la fascia bianca al braccio e pubblicarla sui social con l’hashtag #fermarelastrage . Un sostegno simbolico ma significativo, per far sentire la nostra voce e contribuire a una presa di coscienza collettiva di ciò che è stato e che non dovrà più essere.

LA FORZA DELLA RETE: legami di solidarietà per ricostruire la speranza

Un incontro per approfondire il ruolo e le potenzialità delle reti territoriali MOVI per attuare gli articoli 2 e 3 della Costituzione.

Stiamo percorrendo, con un buon passo, la strada che ci porterà alla prossima Assemblea nazionale (prevista per il primo weekend di giugno, a Roma).  Si intensificano gli impegni preparatori per discutere, confrontarci, e soprattutto interrogarci su quali possono essere gli strumenti più efficaci per arrivare al meglio a questo appuntamento. L’ultimo incontro è stato giovedì 23 febbraio: La forza della rete: legami di solidarietà per ricostruire la speranza. Un incontro per approfondire il ruolo e le potenzialità delle reti territoriali MOVI per attuare gli articoli 2 e 3 della Costituzione. Solidarietà e Uguaglianza, principi cardine dei primi due articoli della Costituzione, sono stati introdotti da Dino Del Savio (segretario del MoVI – Friuli Venezia Giulia), che li ha correttamente individuati come concetti chiave per declinare in maniera sostanziale, inclusiva, diffusa e crescente quelle dinamiche che, seppure tendenzialmente attuate negli anni della nostra Repubblica, spesso hanno lasciato adito a qualche perplessità riguardo alla loro applicazione. Allora come costruire su questi cardini il nostro impegno di Movimento di volontariato? Nel dibattito sono emersi molti spunti. Possiamo qui, in sintesi, sottolinearne almeno tre, che sono in qualche modo indicativi per il nostro percorso, e che possiamo riassumere in tre parole chiave. La prima è, senza dubbio, Rete. Giocando un po’ con la parola, potremmo dire che assume sicuramente il valore di relazioni durature, strutturali, ancora più di legami (Gianluca Cantisani ha ribadito, in conclusione, che questi – se sono autentici – sono prioritari rispetto a qualsiasi forma organizzata di intreccio strutturale). Quindi il nostro obiettivo è fare Rete, costruirla nell’interesse di tutti e non in modo occasionale e opportunistico (ad esempio, per partecipare a bandi pubblici). Ma poi fare Rete significa anche raggiungere l’obiettivo. In questa nostra società sempre più individualista e soggettivistica, testimoniare che si può anche stare insieme in maniera proficua e intelligente è una nota positiva, indipendentemente dal risultato raggiunto. La seconda è, Territori. Intesi come città, province, strade, quartieri, piazza, case: tutti i luoghi dove realmente le persone vivono, con i loro bisogni e le loro esigenze, le loro aspirazioni e le loro speranze. Questi territori li dobbiamo conoscere e valutare, dobbiamo intercettarli e interpretarli, per poter lavorare con le persone (e non solo per le persone), perché altrimenti saremmo sempre limitati nelle nostre azioni. Ed è un territorio che bisogna vivere quotidianamente, non solo disegnarlo su precedenti schemi artificiosamente costruiti su criteri e modelli che non esistono più. (inventare con creatività, linguaggi e strade nuove, è un altro concetto emerso nel corso del dibattito). Terzo: Partecipazione. È alla base del modello attivo di cittadinanza, che il nostro Movimento ha inserito stabilmente nello Statuto. Ma c’è chi (con sincerità e proprio per questo in modo efficace) dice di temere che “l’anello debole sia il processo partecipativo”, che comprende sia le istituzioni, che gli enti, sia i semplici cittadini. E allora: come attrezzarsi affinché la partecipazione non sia mero auspicio, ma pratica diffusa e frequentata nei nostri territori? E allora ecco che gli strumenti presentati alla fine diventano fondamentali. Come una specie di paniere, una miniera a cui attingere, in misura diversa e con le specificità di ogni territorio. Le Officine, (seminari di animazione/formazione per le reti territoriali); i Cantieri (sostegno e coinvolgimento in progetti sovraregionali e nazionali per sviluppare una particolare tematica); i Ponti (scambi e visite tra volontari, con possibile invio di testimoni e relatori per riunioni e seminari); la possibilità di essere accreditati come sedi di servizio civile e di sviluppare progetti in Rete con le associazioni socie. Il tutto con il supporto di un nuovo sito, pensato e realizzato per funzionare adeguatamente al lavoro dei volontari, e di uno staff di segreteria nazionale che svolga il lavoro di assistenza Runts e di sostegno alle sedi territoriali, fornendo un supporto tecnico alle necessarie esigenze burocratico-amministrativa. Non siamo proprio agli inizi del percorso, ma cominciamo a vederne più chiaramente i contorni della sagoma che prende forma. I nostri sforzi per altri incontri seminariali di preparazione saranno senz’altro un contributo molto fruttuoso per vivere un’ottima Assemblea Nazionale. A presto!    

Verso l’assemblea MoVI 2023: Una casa per dare gambe alla speranza

Lancio delle piste di lavoro e dei temi di confronto verso la prossima assemblea del Movimento

  L’obiettivo è chiaro, il percorso anche: arrivare all’Assemblea nazionale prevista per la fine della primavera, condividendo domande e riflessioni a partire dal documento di rilancio del Movimento e, soprattutto, attivando incontri tematici sui territori, «non in forma astratta ma a partire dalle esigenze di quei luoghi e di quelle comunità affinché quei temi diventino fatti, idee, proposte», in grado di rispondere in modo positivo alle grandi sfide di oggi. Lo ha detto Giovanni Serra in chiusura all’incontro di mercoledì 18 scorso: «Verso l'assemblea MoVI 2023. Una casa per dare gambe alla speranza. Lancio delle piste di lavoro e dei temi di confronto verso la prossima assemblea del Movimento».   Circa 60 persone da tutta Italia, collegate via Zoom, che hanno cominciato ad impostare il confronto grazie ai suggerimenti e agli spunti introdotti da Ferdinando Siringo (MoVI Sicilia), che in breve ha tracciato un quadro della situazione italiana – e mondiale – evidentemente segnata da una forte crisi e da palesi segnali di sfiducia del cittadino nei confronti delle istituzioni. Quadro realistico, che bandisce reazione sconfortanti, ma dal quale si deve partire se il Movimento vuole impegnarsi per un rilancio attivo, propositivo e soprattutto incidente sulle comunità che viviamo. Il welfare, nei decenni del secolo scorso, si è fondato – ha detto Siringo – sul patto tra Stato e Cittadini, per impostare una strategia di inclusione sociale e di contrasto alle disuguaglianze. Quel patto, che consolidava i legami sociali e politici, si è rotto. Sorgono adesso alcune domande. Chiede Siringo: cosa è cambiato da allora? Cosa non c‘è più e cosa c’è di nuovo? E di conseguenza interroghiamoci: cosa serve adesso per garantire il patto? E cosa può fare un movimento di cittadini volontari per sostenere chi sperimenta l’aiuto e modelli più giusti di cittadinanza attiva nel territorio? Domande che confluiscono nella principale: come raccogliere la cultura diffusa nella rete, cioè come testimoniare e dare voce a quella ricchezza di idee ed esperienze che viviamo quotidianamente? Le risposte, inizio di quel dibattito che si spera sia vivace in vista dell’Assemblea, hanno cominciato a prendere forma. Anche attraverso la classica “nuvola” delle parole principali e dei legami tra esse e che, in modo immediato, indicano alcune strade da percorrere. Sono: Partecipazione, Condivisione, Amministrazione condivisa, Sussidiarietà, Coprogettazione, Democrazia attiva, Resistenza, Organizzazione dal basso, solo per citarne alcune. E soprattutto Fiducia, sulla quale si sono soffermati alcuni interventi per sottolineare quanto sia importante oggi – per ricostruire a “partire dal basso” e dalle esigenze reali dei territori – alimentare una costruzione di reti strutturata ed efficace. Ripartiamo dunque dalle belle esperienze realizzate in giro per l’Italia, senza trascurarle, si è detto. Il dialogo con le istituzioni ci ha reso protagonisti politico-sociali; superiamo un atteggiamento troppo “depressivo” e impariamo ad usare gli strumenti – tipo la co-progettazione o l’amministrazione condivisa – che ci consentono di attivare un profilo alto, così da non adagiarci su quel ruolo di “tappabuchi” che spesso si attribuisce, più o meno volutamente, al volontariato Per la riflessione futura, perciò, è importante tenere la barra dritta sulle caratteristiche indicate da Gianpaolo Bonfante (MoVI Lombardia):
  1. a) trasversalità: siamo Movimento e rete allo stesso tempo; ci si muove sui diversi campi che riguardano le attività umane (cultura sanità assistenza…);
  2. b) intergenerazionalità: siamo in una fase di trasformazione sociale particolarmente complessa e accelerata, che impone la ricerca di linguaggi nuovi che coinvolgano specialmente i più giovani;
  3. c) alleanze: siamo Rete, e allora un Movimento/Rete come il nostro deve essere «fertilizzato e fertilizzante insieme con altri movimenti». Quindi agire in una logica di alleanze, giocando di squadra, in modo tale che si “vinca la partita delle disuguaglianze”, insieme. Condividendo le linee di fondo. Ma per questo occorre darsi tempi medio-lunghi.
Il percorso è cominciato.